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Alla lente d’ingrandimento

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Tra primavera e estate crescono i fiori rivive l’ambiente, tra rose, spine, foglie di lattuga e anime diverse, e tra tante emozioni e cose da vedere, vivere a contatto con l’ambiente e la natura cattura sempre la dimensione introspettiva del noi vissuto costantemente. E cerchiamo comunque in fondo di capire il come e il perché delle situazioni. Indagare per sapere è sempre un elemento presente nel nostro vivere quotidiano e bene lo sappiamo leggendo e ascoltando di continui sondaggi, domande, questionari oggi, come ieri, presenti sulla stampa, in internet, come per radio e tv e dispensati negli uffici pubblici e privati, per strada, in piazza. D’altronde dal censimento, madre di tutte le indagini e valutazioni, siamo sepolti da iniziative di questo tipo.

Vela

Bene per cominciare oltre oceano, USA per intenderci uno studio pubblicato online lo scorso 11 aprile in Diabetes Care ha fatto emergere in sintesi come i programmi psico-educativi gestiti via Internet sono utili per i giovani diabetici di tipo 1 nella transizione dell’adolescenza, ad integrazione dei processi educativi tradizionali. I dati emersi dall’indagine hanno messo in evidenza come nel primo caso (Internet + formazione de visu) si sono ottenuti miglioramenti nella qualità della vita dei ragazzi (auto-efficacia, competenza sociale, autogestione e conflitto in famiglia), come anche nella Emoglobina Glicata. Lo stesso dato sì è mantenuto costante nel lungo periodo, ovvero 18 mesi (arco temporale della ricerca), con una riduzione delle stress percepito e dei conflitti in famiglia a causa del diabete, assieme anche a una maggiore accettazione sociale.

“Gli interventi complementari di Internet per i giovani con diabete di tipo 1 nella transizione verso l’adolescenza portano a un miglioramento dei risultati, ma il completamento di entrambi i programmi, della serie due son meglio di uno, il che suggerisce che questi giovani ne hanno bisogno sia la gestione della formazione del diabete che per gli interventi comportamentali,” scrivono gli autori.

E passando al bel paese anche Il Mio Diabete vuole cercare di capire come si vive in Italia il diabete sia come singoli che nel rapporto con le strutture sanitarie, e per farlo, senza presunzione ma con l’obiettivo di fornire un risultato indipendente da influenze esterne, abbiamo lanciato una indagine dal primo maggio e per tutto il mese, compilabile solo online da questo blog, per cui vi invitiamo a dare il vostro personale contributo, l’azione vi porterà via poco tempo e le domande fatte sono molto semplici e speriamo esaustive. Non è facile avere un quadro chiaro e lineare della condizione diabetica in Italia, le indagini fin qui fatte affermano come la condizioni complessiva sia buona in termini di assistenza, di controllo medio della malattia e sue problematiche connesse.

A nostro avviso mancano degli aspetti da chiarire e in particolare dei dati specifici sulla gestione del diabete, come delle sue complicanze e approcci pratici. Sapere e avere tutte le informazioni per affrontare al meglio il diabete in ogni ordine e grado è di basilare importanza.

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