Vivo col Diabete

In centro

Immagine ConvegnoQuando ero giovane si diceva tra coetanei: se c’è della mossa vedrai che vengono, un modo di dire gergale per affermare come laddove, in un evento o festa, ci sono cose interessanti, vitalità allora l’interesse e la partecipazione sono certi. E così è stato nel scorso fine settimana a Bologna per le due giornate dedicate all’attività fisica e salute promosse congiuntamente da UISP e Fe.D.E.R. Federazione Diabete Emilia Romagna, prima con il convegno “sport e diabete in sicurezza” (link al pdf con Elenco Regionale Palestre e Piscine UISP che hanno aderito al progetto) poi la domenica con la Strabologna alla sua 34a edizione. Un tracciato tutto tra le mura della città, da Piazza Maggiore e ritorno, con tre percorsi possibili da 3,85 k; 6,85 km e 11,5 km. Insomma una percorso e una competizione per tutte le misure e le possibilità, da qui il successo popolare e pluridecennale dell’iniziativa.

La sfida dell’edizione 2013 della manifestazione è stata doppia per la FeD.E.R. ma tutto è riuscito alla perfezione e con grande successo sia di partecipazione che di interesse grazie alla collaudata formula organizzativa ed energia profusa dall’indomita Rita Stara e tutta la squadra a capo sia del convegno che dello stand presente in piazza Maggiore, poi le immagini sono di per loro già eloquenti. E’ proprio il caso di dire: il diabete in centro e al centro a fatto centro, non un banale gioco di parole ma la pura realtà e posso aggiungere come, in Italia, è assai raro riuscire in questo intento ma quando la cosa viene a risultato allora va detta e ribadita a caratteri cubitali.

Oltre al convegno a palazzo comunale, con la sala Anziani piena in ogni ordine di posto, e al centro ancora una volta l’ attività fisica come necessità e base per produrre benefici alla nostra salute, e aiutare noi diabetici nel mantenere in equilibrio glicemia e metabolismo, nel pomeriggio si sono vissuti diversi momenti di animazione e aggregazione in piazza Maggiore, con lezioni di fitness, danza, il gruppo di pattinaggio folkloristico e la caccia al tesoro fotografica.

Va sottolineato come Bologna e buon parte del paese ha oramai diverse strutture e impianti dove esercitare l’attività motoria e fisica, e come il diabete stesso trae numerosi vantaggi dalla pratica sportiva medesima, sempre in condizioni di sicurezza. Ma sappiamo anche come le resistenze a muoversi e restare al palo sono ancora tante e ciò lo si evince non solo dalle statistiche ma anche a vista dalle condizioni fisiche delle persone e dall’invecchiamento della popolazione con inerzia e inattività. Un esempio concreto lo ha ricordato Maria Elisa Calzetti dell’AGD (Associazione Giovani Diabetici) di Parma con il programma Diabete Sport Training, sostenuto dalla Fondazione Vodafone. Avvicinare i giovani affetti da diabete 1 all’attività sportiva attraverso: l’analisi delle loro reali possibilità individuando la tipologia di sport piu’ idoneo programma personalizzato che rende possibile il miglioramento della gestione della malattia e che integra terapia insulinica e stile di vita sano. L’affiancamento non solo di equipe medica (diabetologo, psicologo, nutrizionista, pediatra) ma di professionisti dello sport, testimoni di una qualità/normalità di vita acquisita è quindi possibile. Integrare socialmente i giovani diabetici attraverso la pratica dello sport. Educare e motivare i giovani diabetici alla cultura costante dello sport, sperimentando pratiche di sana competizione attraverso l’individuazione di “piccoli campioni”.

Ecco la sfida costante e quotidiana sta nel rendere una abitudine quotidiana il muoversi degnamente almeno un’ora al dì, si tratta di escogitare un qualcosa per farlo che renda l’azione fattibile e semplice come mangiare una piatto di pasta ad esempio: non so se la provocazione rende l’idea?

Un momento di grande partecipazione è stato il ricordo di Mauro Talini, da parte del rappresentante dell’Associazione Internazionale Padre Kolbe di Borgonuovo di Sasso Marconi di cui Mauro ne era espressione.

Mauro Talini, il ciclista insulino dipendente che correva in solitaria dal 1 gennaio 2013 per sostenere i progetti dell’Associazione Internazionale Padre Kolbe Onlus, ha concluso la sua pedalata attraverso l’ America a causa di un incidente, il giorno 13 maggio nel primo pomeriggio (data e ora messicana) a Trincheras (vicino al confine tra Messico e USA). Dopo aver percorso Argentina, Cile, Perù, Ecuador e Colombia, raggiungendo poi Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala e parte del Messico, da Trincheras  in poi Mauro pedalerà per sempre. I suoi messaggi hanno lasciato e lasceranno una scia di luce che è e sarà il fondamento per portare avanti messaggi di Pace e Speranza. In questa pedalata, come nelle precedenti, Mauro ha dimostrato a tutte le persone che lo hanno incontrato o sostenuto da lontano quanto fosse Grande, trasmettendo con la sua parola, propria dei puri di cuore, i suoi messaggi: Diabetes no limits e Povertà no limits. 16142 sono i km percorsi da Mauro e sono i sorrisi e la gioia che ha trasmesso, 16142 sono i limiti che ha superato e  le persone che ha aiutato. 16142 sono le speranze che Mauro ha portato dal Sud al Nord del Mondo come dall’ Est all’ Ovest: 16142 sono i ringraziamenti che gli porgiamo. Nei momenti di fatica Mauro non e mai stato solo , ha avuto i suoi compagni di viaggio: il diabete, la bici, Gesu’ e Maria: è sempre stato particolarmente accompagnato e sostenuto dalla sua grande Fede. Mauro ha raggiunto quello che sognava….e la sua corsa l’ha finita nel cuore di Dio…e ci insegnerà sempre a “correre” come lui.

Il suo ultimo post 

132•Giorno
12-05-13
Percorso: oltre La Pintada – a 70 km dopo Hermosillo 127 km

Holà,
dove eravamo rimasti ieri?
Che ripartivo, con la sorpresa che il vento mattiniero è scomparso. Bellissimo!
Il dormire in tenda ha i suoi pro e contro, uno è che le glicemie sono ottime… Non potendo avere abbondanza, mangio il giusto razionando… Fiscalissimo in tutto. La fame c’è ma prevale lo spirito di sopravvivenza… Il superfluo se ne va!
È proprio vero, l’essere umano nell’abbondanza si confonde….
Da un paio di giorni è ancora cambiata l’ora, quindi adesso sono a – 9 ore dall’Italia. A me non cambia molto questo cambio, vado con l’orologio dell’alba e del tramonto…
In questo momento sono a Santa Ana, buona pedalata e chissà che il vento diventi il mio alleato per superare il Desierto de Altar… Prime ore contro, da circa un’ora quasi del tutto favorevole…
Ciao hasta luego.

Corro per PlinioInfine evento nell’evento alla manifestazione era presente la folta squadra di pidipiani di Iacopo Ortolani di “Corro per Plinio” il figlio di 5 anni d’età che, con un esordio grave a due anni del diabete, rischiò di morire per errori medici dal principio della sintomatologia.  Strabologna: Feder e Plinio ci sono! We love insulina!

 

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