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Diabete al centro

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Diabete al centro. Innanzitutto vogliamo ringraziare quanti hanno partecipato all’indagine promosso dal blog: 383 di cui 360 hanno autorizzato il trattamento dei dati, un risultato importante sia per la credibilità e affidabilità del questionario che per questo piccolo angolo nella rete e blogosfera italiana.

1. Dati dei partecipanti

Dei 360 partecipanti 190 femmine pari al 52.78% e 170 maschi uguale al 47.22%

L’età è così suddivisa: superiore ai 18, 19.44% – tra il 25 e 35, 30.56 – da 36 a 45, 30.56 – da 46 e 55, 13.89 – dai 56 ai 69, 5.56

Tipi di diabete: tipo 1 86.11 (di cui il 36.11 con il microinfusore), 5.56% ex equo tra i diabetici tipo con insulina e pastiglia e un 2.78 per il tipo LADA.

Durata della malattia: – 5 anni 27.78% – + 5 anni 19.44 – + 10 anni 22.22 – + 25 anni 22.22 – + 40 anni 2.78 – oltre i 50 5.56%.

La suddivisione geografica dei partecipanti: Basilicata 2.78% – Campania 13.89 – Emilia-Romagna 11.11% – Lazio 13.89 – Liguria 5.56% – Lombardia 13.89% – Piemonte 5.56% – Puglia 2.78% – Sardegna 11.11% – Sicilia – 5.56% Umbria – 5.56% Veneto – 8.33%.

2. Il diabetico e la struttura sanitaria

Il 91.67% è seguito in strutture pubbliche di diabetologia, mentre la parte restante e marginale in centri privati o libera professione. I diabetici partecipanti all’indagine per il 52.78% frequentano la struttura da meno di 5 anni. Il 16.67% da + di 5 anni e + di 10 anni, mentre un 13.89% da più di 20 anni.

Il 41.67% non ha mai cambiato struttura. Il 50% lo ha fatto almeno due volte. Solo l’8.33% ha cambiato oltre le tre volte.

3. Stato del diabete

Tra i diabetici partecipanti al sondaggio il valore della glicata per il 2.78% si è attestato sotto il 6.0; tra il 6.1 e il 6.5 per l’8.33, fra il 6.6 e il 7 per il 30.56%, tra 7.1 e 7.5 uguale al 16.67%, fra 7.6 e 8 per l’11.11%, tra 8.1 e 9 per il 22.22%, l’8.34 vede valori superiori a 9.0.

Il grado di soddisfazione per il proprio diabete è buono per il 70% dei partecipanti. E aumenta al 75% il gradimento per la struttura sanitaria presso cui sono seguiti. Il 72% effettua la visita di controllo ogni tre mesi di media, mentre il 19% una volta ogni sei e per la parte restante una visita l’anno. La frequenza degli esami di laboratorio avviene con periodicità trimestrale per il 66.67%, ogni sei mesi per il 25% e una volta l’anno per la percentuale restante. La visita oculistica la effettua l’88.89%. La visita cardiologica con ECG il 58%. Il controllo della pressione arteriosa viene effettuato nell’86% dei casi. Solo il 30% ha partecipato a un corso sulla gestione del diabete. Il 75% conosce la conta dei carboidrati e un 19% ne ha sentito parlare. Solo il 25% ha partecipato a un corso sulla conta dei carboidrati. Il 95% riceve regolare fornitura del materiale per l’autocontrollo della glicemia e somministrazione dell’insulina e il 70% lo ritiene sufficiente.

Le complicanze del diabete: il 61.22% non ne ha, il 19.44% presenta retinopatia, il 22.22% ipertensione arteriosa, il 19.44% ipercolesterolemia, solo il 2.78% registra cardiopatia e gastroparesi, mentre un 5.56% nefropatia.

Infine la presenza di altre patologie autoimmuni oltre al diabete: nessuna per il 75%, la Tiroidite di Hashimoto per il 19.44%, Artrite reumatoide per il 5.56% e 2.78% con Celiachia e Sclerosi multipla.

4. Stili di vita

Il 47.22% pratica esercizio fisico, di questi: il 22.22% con frequenza occasionale, il 25% amatoriale, e un 11% a livello agonistico.

Il 91% segue i social network e di questi l’80% ne trae giovamento per la vita con la malattia. Mentre solo un 17% partecipa alla vita delle associazione diabetiche. Infine l’89% si tiene informato e aggiornato sulle novità relative al diabete.

5. In sintesi

Una prima lettura dell’indagine fornisce alcuni importanti dati: per quanto riguarda il controllo della patologia alcuni accertamenti specifici (visita cardiologica e test neurologici) vengono sottostimati rispetto ai protocolli sanitari standard. Inoltre, ma le risposte confermano quello che già a pelle si sentiva, esiste una carenza di fondo nell’educazione sanitaria con la patologia in generale con nella gestione dei carboidrati in particolare. La pratica sportiva e l’esercizio fisico non sembrano ancora prendere piede. Mentre emerge in tutta la sua portate il bisogno di condividere e socializzare la vita con il diabete, le passioni e il sentire attraverso i sociale network che poi finiscono per diventare momenti reali di conoscenza. Al tempo stesso dall’inchiesta sembra venire fuori una difficoltà di fondo delle tradizionali forme associative a catturare interesse.

Concludiamo questa prima analisi con una autocritica e un auspicio: la prima riguarda un grossa lacuna presente con questa prima indagine e ha riguardato la mancata domanda relativa alla frequenza dell’autocontrollo domestico della glicemia da parte del diabetico. E infine l’auspicio di ripetere, articolando meglio i temi e quesiti, il sondaggio almeno una volta l’anno. Grazie ancora siete grandissimi e tantissimi!

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