Emozioniamo

Io te lo dico

Passare attraverso tante prove il nostro tempo è fatto anche di questo: ogni istante ci aspetta un tappa da compiere, un traguardo da raggiungere e appena fatto se ne ricomincia un altro, uno nuovo. Sta noi accettare o meno la sfida ed esserne consapevoli. Passare attraverso è necessario perché restare fermi è non solo sbagliato ma devastante per l’evoluzione personale.

Dicono che scrivere aiuti a sfogarsi, a rielaborare il tutto, a fissare per non dimenticare, ad analizzare meglio la vita, a sciogliere i nodi, ma dubito faccia tutto questo… lo scrittore è la mente. La scrittura è il mezzo. I risultati variabili. Dipende dal vigore della mente.

Dall’efficacia delle idee. Dalla forza che sta dietro a ogni pensiero. Dal background dello scrittore.

E, ultima variabile, ma non per questo meno importante, dal lettore. Il lettore legge, assimila, fa proprio ogni contenuto. Lo interpreta, lo plasma, lo usa a proprio piacimento, a proprio rischio e pericolo. Ma un messaggio implica l’ascolto, implica l’esistenza di un apparato uditivo, di uno spirito critico, di una mente pensante o no che lo catturi… di nuovo a proprio rischio e pericolo.

E a rischi è esposto lo scrittore, o almeno lo scrittore pusillanime, che guarda il suo prodotto scritto e cerca di renderlo il più possibile perfetto all’apparenza; colui che ha paura di essere giudicato, di essere etichettato, additato e escluso dalla società. Chi scrive ha coraggio. Chi scrive è se stesso senza censure. Chi scrive si mostra senza fuggire, a costo di essere scomodo, a costo di essere isolato.

Perché chi ha un grande potere ha grandi responsabilità. E non c’è spazio per le esitazioni. La libertà intellettuale è anche libertà individuale. E libertà è uno dei più grandi doni a questo mondo.

La forza dello scrivere, di aprire la mente e lasciare che i pensieri scorrano nell’aria perché si dissemino nella terra e ogni luogo per poi diventare raccolto, è vitale. La debolezza sta nel chiudersi, nel vergognarsi di sé, confinare sentimenti, emozioni nella propria scatola cranica o stanza facendoli poi morire per soffocamento.

Ecco lo scrivere del mio rapporto con la malattia oltre all’atto in sé di testimonianza e comunione del vissuto vuole essere un pungolo per la platea dei diabetici italiani affinché si formi una “blogosfera” nostra e sapete il perché? Per un diabetico è importante mantenere sì il benessere fisico con l’ esercizio, l’attività motoria, ma altresì vitale conservare la stessa cosa a livello mentale.

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So che noi italiani in maggioranza abbiamo una forma di idiosincrasia verso la lettura e scrittura in generale, a parte ciò dobbiamo essere consapevoli di un fattore importante: ogni lato, componente della vita è fattore di crescita e conoscenza, anche la malattia e il diabete ancor più. Passiamo attraverso il refill del nostro strumento di scrittura, impariamo a far danzare le nostre dita sulla tastiera del computer così come facciamo con le gambe per la camminare, ballare, correre, pedalare. Staremo bene, staremo meglio.

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