Reni

Farsela

AguaNella preistoria del mio diabete, quand’ero piccino piccino, ma anche più grandicello, una delle prime e tangibili manifestazioni dello scompenso glicemico era la frequente pipì, in gergo medico: poliuria; l’effetto dell’iperglicemia tra le altre cose mi faceva bere molto e tra le conseguenze c’era l’esigenza di orinare con molta frequenza. La cosa mi rimase impressa in senso traumatico e crescendo, diventando adulto per paura di “sforzare” la parte pelvica del corpo e la vescica avevo preso il brutto comportamento, diventato poi abitudine, di bere poco quando invece idratarsi per ogni essere vivente e un diabetico in particolare è di vitale importanza.

La poliuria solitamente cessa la sua fase attiva col passaggio dell’adolescenza, naturalmente quanto finora riportato si riferisce al diabete di tipo 1 con esordio nell’infanzia, poi si può ripresentare con l’avanzare degli anni e in fattispecie è più frequente dopo i cinquanta, ma anche prima a seconda della tracciato storico più o meno lungo di cattivo andamento con la malattia i cui effetti vanno poi anche a ricadere in quella parte del nostro corpo.

Comunque prima di arrivare a situazioni estreme o di cronicità dello stato si possono adottare alcuni accorgimenti per migliorare la condizione: in presenza di un problema di aumentata frequenza nel fare pipì a volte può essere opportuno porre anche una particolare attenzione all’alimentazione, poiché ci sono cibi che, se consumati in eccesso, possono essere diuretici, mentre altri possono avere effetti irritativi sulla vescica. Il the, il caffè, l’alcool, alcuni succhi di frutta – come quello di pompelmo – possono avere un effetto diuretico e i cibi piccanti, le bevande gassate, gli alimenti acidi – come pomodori e agrumi – per alcune persone rappresentano fattori irritanti per le vie urinarie e quindi possono aumentare il senso di urgenza orinatoria.

Per quanto riguarda invece l’assunzione di liquidi, se da una parte è vero che bere regolarmente può aiutare a regolarizzare l’intestino e limitare l’insorgenza di cistiti acute o calcoli urinari, dall’altra parte nella maggior parte dei casi non è necessario imporsi di superare un litro e mezzo di acqua al giorno in presenza di una dieta ricca di frutta e verdura. Al contrario, le persone affette da urgenza minzionale, come nel caso di vescica iperattiva, possono avere effetti negativi da un eccessivo apporto di liquidi e aumentare la frequenza urinaria e l’urgenza. Quando si verifica un aumento di produzione di urina durante la notte (poliuria notturna), è opportuno bere meno nelle ore serali, naturalmente tenendo conto delle necessità del nostro corpo nei periodi più caldi, legate alla sudorazione.

Naturalmente è importante tenere conto anche degli effetti dell’alimentazione sul peso. L’obesità è un fattore negativo sia per l’incontinenza sia per il prolasso genitale, in quanto il peso influisce sul sostegno degli organi pelvici (statica pelvica) e favorisce l’aumento della pressione endoaddominale con effetti negativi anche sulla continenza urinaria. Molti studi hanno dimostrato come una perdita di peso del 5-10% favorisca un miglioramento dell’incontinenza”.

Anche una regolare funzione intestinale può condizionare il comportamento della vescica per diversi aspetti. Ognuno dovrebbe privilegiare una dieta ricca di fibre(frutta, verdura), che con il giusto apporto di liquidi aiuta a mantenere un transito intestinale regolare.

Infine ricordiamoci di controllare quotidianamente la presenza di zuccheri e corpi chetonici nell’urina, il riuscire a mantenere a livello zero entrambi i parametri non solo preserva la funzionalità renale e della vescica per il futuro e l’avanzamento dell’età, ma costituisce anche un importante indicatore del controllo del diabete stesso.

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