Vivo col Diabete

Senza limiti

Con il diabete puoi fare tutto? Puoi fare tutto, se vuoi. Ecco dentro queste semplici frasi c’è un universo di persone e esperienze che è impossibile riuscire a raccontare dentro lo spazio di un post. Non so forse ci vorrebbe una Wikipedia del diabete per poter ricomprendere tutti i percorsi e imprese compiuti da diabetici tipo 1 in giro per la nostra terra. Ho un profilo su Twitter fatto di 2000 following (persone e organizzazioni che seguo), e 578 follower (quanti mi seguono). Ebbene più della maggioranza sono diabetici da ogni latitudine del pianeta, e fin qui nulla di nuovo.

Ma tra questi ho trovato: un francese che ha scalato l’Everest, un inglese ultimo tedoforo all’accensione della fiaccola per le Olimpiadi 2012 di Londra, ancora un pilota campione di Racing Car negli USA, un comandante di nave mercantile in Brasile, un pilota d’elicottero in California, poi un paracadutista e con gli esempi potrei dilungarmi ma rischierei di essere noioso oppure di fare l’album delle figurine diabetiche e poi il gioco degli scambi della serie: questo ce l’ho, quello mi manca. Non è questo l’oggetto del tema di oggi.

Image representing Twitter as depicted in Crun...
Lo spunto tratto dall’album di esperienze e imprese di diabetici tipo 1 è uno solo: nulla è impossibile con la malattia anzi in questi casi la stessa viene ribaltata come paradigma, quasi come una rivoluzione copernicana. L’equazione patologia uguale impossibilità a fare cose e azioni viene sconfitta, messa in discussione  dalle radici.

Comunque se siamo attenti osservatori è tutta la sfera delle malattie croniche a non essere più fattore limitante nell’attività fisica, motoria e sportiva. Il diabetico nel suo piccolo è il vertice della montagna in quanto può oggi fare praticamente qualsiasi cosa.
Con altri post nel blog avevo raccontato, ad esempio, della prima trasvolata in solitaria di un diabetico USA in aereo, come di altri allo stesso modo su barca a vela: a questo punto ci manca solo una missione spaziale sulla stazione internazionale orbitante attorno alla Terra e il giro è completo, ritengo che non ci vorrà molto per questo appuntamento.

Amo ripetere regolarmente e testimoniare tutte le esperienze vissute con determinazione, forza, coraggio e preparazione da parte di compagni di vita con la malattia non soltanto per il messaggio di positività che ci trasmettono, ma ancora in quanto ci dicono come grazie alla forza di volontà gli ostacoli, le paure si superano e non si guarda indietro ma avanti, come deve essere.

Senza essere super uomini o chissà chi ogni giorno basta usare il nostro corpo per portarci dove vogliamo andare e arrivare, perché non dobbiamo mai smettere di provare, perché sperare, è il più bel sognare. Così saremo migliori e staremo bene.

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