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Conferenza FDG

In Italia ci sono cinque società scientifiche: AMD – Associazione Medici Diabetologi; OSDI – Associazione Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani; SID – Società Italiana di Diabetologia;
SIEDP – Società italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica e SIMG – Società Italiana di Medicina Generale oltre a quattro associazioni fra persone con diabete: AGD Italia – Coordinamento Associazioni Italiane Giovani con diabete; ANIAD – Associazione Nazionale Italiana Atleti con Diabete; Diabete Forum giovani e adulti uniti per il diabete e FAND – Associazione Italiana Diabetici. Tutto questo insieme di realtà si aggrega nel cartello Diabete Italia allo scopo di tentare di rappresentare unitariamente il variegato universo diabetico nazionale davanti alle istituzioni pubbliche, aziende e società. Ma nel predetto cartello manca una organizzazione: FDG – Federazione Diabete Giovanile, che fa razza a sé disgiunta da tutto il resto, un motivo per andare ad ascoltare e cercare di capire, oltre ad aggiornarmi su eventuali novità nel nostro mondo di diabetici.

L’obiettivo della Conferenza era di offrire una occasione di confronto multidisciplinare, di dialogo tra esperti, istituzioni e cittadini all’interno di un processo di riforma del servizio sanitario nazionale non a discapito della del diritto alla salute dei cittadini attraverso l’individuazione delle reali esigenze e necessità dei giovani con diabete.
La FDG si è fatta promotrice di alcune iniziative di “lobbying” ad esempio facendo presentare in parlamento un progetto di legge su: Disposizioni concernenti la prevenzione, la diagnosi precoce, l’assistenza e la cura delle malattie croniche dei minori in età scolare, con l’obiettivo, ad esempio, di far ottenere permessi ai genitori di bimbi e ragazzi diabetici permessi per poterli seguire nelle problematiche sanitarie e di autocontrollo della malattia senza dover avvalersi degli stessi previsti dalla legge 104, i quali vengono concessi con criteri discrezionali e diseguali sul territorio nazionale. E ancora ha posto i problemi derivati dall’inserimento nel mondo scolastico e del lavoro dei giovani diabetici. Tutte questioni di natura sociale e di scelte politiche e rivendicative la cui portata non può ne deve essere dimenticata ed elusa dal tavolo delle questioni con al centri la problematica diabetica nel suo insieme.
All’incontro era presente la dott.essa Paola Pisanti, Presidente della Commissione Diabete del Ministero della Salute, la quale ha ricordato come è urgente dare piena e completa attuazione al piano diabete varato dal Governo da parte delle regioni, e su questo versante c’è un ritardo oggettivo complessivo.

Tavolo Anatomia

Rimini 15 dicembre

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3 commenti

  1. Romario non esiste tale associazione, ma direi che c’è già di tutto di più no?

  2. Le questioni poste dal tuo post sono quanto meno importanti poiché mettono in evidenza una questione di fondo: il peso del volontariato nei tempi attuali e la difficoltà a trovare chi veramente si impegni a donare tempo per l’impegno civile e sociale. Le associazioni di diabetici a questo proposito ne sono un esempio. Io ritengo, per esperienza vissuta nel passato, che spesso e volentieri dove concorrono interessi materiali e di soldi guarda caso le api operose o meno ci sono, al contrario no. Spesso prevale in questi ambiti l’interesse personale a quello della collettività quando dovrebbe essere il contrario: corregetemi se sbaglio?

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