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BicchieriIl conto alla rovescia che ci porta alla fine dell’anno sta per terminare e siamo ormai al fatidico 31, occasione per tanti di fare festa: il veglione, anche se poi arrivare all’alba oggi è routine ogni giorno della settimana specie quando si è giovani. Lo ricordo bene per me stesso, anche se la mia vita mondana era molto morigerata al cospetto del presente. Ecco l’argomento che desidero riproporre pari pari nel blog, come feci lo scorso anno, riguarda il rapporto tra diabete e bere, inteso non la normale, necessaria e vitale idratazione ma l’assumere bevande alcoliche, superalcoliche e energetiche. Un’usanza certa proprio nel corso dei festeggiamenti per il nuovo anno per togliere freni, inibizioni e fare cose impossibili in lucidità, così almeno si crede. Ora lungi da me fare discorsi paternalistici, prediche o rampogne ma desidero solo ricordare che bere esageratamente alcolici, superalcolici o altre sostanze simili non solo è dannoso per la nostra salute, ma lo è ancor di più per il diabete e la nostra stessa vita. Poi l’abuso di sostanza alcoliche mette in crisi il fegato con rischio di comprometterne la sua integrità e funzionalità che per noi diabetici tipo 1 è di vitale importanza. Il fegato fa ogni genera di cosa per il nostro corpo, ha più di 500 funzioni diverse in realtà. Ma la cosa più importante sta nell’essere filtro per il sangue, eliminandone le tossine come l’alcol. Ma il fegato no fa tutto in una volta procede per ordine e tra le altre funzioni importanti c’è “l’eliminazione dell’insulina in eccesso. E fin qui nulla di anomalo. Ma se la funzione epatica è concentrata a smaltire, male, l’alcol richiedendo ore l’eliminazione in circolo dell’insulina avverrà molto più tardi, pertanto l’effetto prodotto da una super bevuta o sbronza potrà essere paragonato al avere fatto una basale raddoppiata con la certezza di andare incontro a una pesante ipoglicemia con relativa perdita di coscienza, magari proprio quando si sta dormendo o si è alla guida dell’auto.

Inoltre l’ipoglicemia alcolica è caratterizzata da compromissione dello stato di coscienza, stupor o coma in un paziente con un’alcolemia significativamente elevata, e il quadro clinico è ascrivibile principalmente all’ipoglicemia. L’ossidazione dell’alcol nel fegato aumenta il rapporto tra la forma ridotta e quella ossidata del nicotinamide adenin dinucleotide nel citosol, e inibisce il rilascio di glucoso da parte del fegato tramite l’inibizione dell’utilizzo dei principali substrati gluconeogenetici del plasma (lattato, alanina) per la sintesi di glucoso, con il risultato di una caduta della glicemia che stimola l’aumento degli FFA e dei chetoni plasmatici. Essa è frequentemente associata all’aumento dei livelli plasmatici di lattato e chetoni e ad acidosi metabolica. La sindrome insorge in individui che assumono alcol dopo un digiuno sufficientemente prolungato da rendere dipendente dalla gluconeogenesi il rilascio di glucoso da parte del fegato. L’ipoglicemia alcolica richiede un trattamento tempestivo. Essa può essere indotta da livelli ematici di alcol ben al di sotto dei comuni limiti di legge per la guida, pari a 100 mg/dl (22 nmol/l). Dopo un’infusione EV rapida di 50 ml di soluzione glucosata al 50% seguita da soluzione glucosata al 5% EV (abitualmente con l’aggiunta di tiamina), si osservano di solito un rapido miglioramento del livello di coscienza e la successiva risoluzione dell’acidosi metabolica. (fonte: Dizionario Medicina Hoepli).

Poi ci sono quelli che si sbronzano con la birra pensando sia meno pericoloso perché la bevanda è meno alcolica e contiene molti carboidrati: grande pazzia, in realtà finisci per berne di più con lo stesso risultato finale, ovvero l’ubriacatura complicata da una ipoglicemia allo stesso modo magari con conseguente reazione iperglicemica incontrollata proprio per l’effetto combinato dei glucidi. Alcuni, ho letto, con la birra addirittura si fanno un bolo correttivo il quale produce un’accelerazione dell’abbassamento glicemico con doppio effetto: coma ipoglicemico e ubriacatura. Una ulteriore aggravante è data dal bere alcolici a stomaco vuoto, tale grave e sbagliato comportamento rende ancora più rapida l’azione nefasta dell’alcol sull’organismo.

Ecco allora non abusiamo di bevande alcoliche, non assumiamole a stomaco vuoto per sentirci invincibili e “uguali” agli altri della compagnia mettendo a rischio la nostra vita senza possibilità di ritorno o svendendo la nostra dignità e personalità. Ricordo solo un piccolo dettaglio dell’alcolismo che va oltre all’impatto sul fisico: un alcolizzato finisce per avere rapporti sociali solo con la bottiglia portandolo ad estraniarsi e restare isolato dalla società. Non ci meritiamo questo: ci basta il diabete e cominciare bene un nuovo anno nel modo migliore è la cosa più importante.

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