Vivo col Diabete

Rambo random

aciditaAvete presente il Parlamento? C’è l’emiciclo, un elemento di forma semicircolare dove alle estremità stanno le forze politiche d’opposizione alla maggioranza di governo collocata in postazione centrale. Ecco in questa sorta di grafico-metafora c’è una analogia con il diabete: a sinistra troviamo l’evento estremo per eccellenza nell’ipoglicemia (abbassamento sotto i 70 mg/dl del livello degli zuccheri nel sangue); mentre d’altro capo, a destra, si individua il secondo momento critico costituito dall’iperglicemia (innalzamento sopra i 240 mg/dl del valore dello zucchero nel sangue). Naturalmente l’equilibrio, il buon compenso della glicemia lo si ottiene mantenendo valori e parametri in area centrale.

Sovente con l’iperglicemia si manifesta La Chetoacidosi diabetica (o DKA) una complicanza che si può riscontrare nei diabetici di tipo I, la quale porta ad un aumento della produzione dei cosiddetti corpi chetonici (acido acetoacetico, acetone, e acido beta-idrossi-butirrico) a partire dai trigliceridi, per la produzione di energia, il cui passaggio nel sangue provoca una caduta del pH fino a valori di 7.

I sintomi e i segni clinici che all’inizio si riscontrano sono disidratazione, anoressia, dolore addominale, poliuria, vomito, nausea, febbre, sudorazione profusa, ipotensione, tachicardia, disfunzioni cerebrali, perdita della massa muscolare, Respiro difficoltoso e alito acetonemico. Inoltre si aggiunge un costante senso di sete (polidipsia). Il diabetico si trova quindi disidratato, e si possono avere disturbi del ritmo cardiaco, per alterata concentrazione del potassio.

Una volta effettuate le analisi di laboratorio si mostrano anche chetosi, iperglicemia e acidosi metabolica.

La chetoacidosi diabetica è una grave situazione clinica che si verifica quando in mancanza di glucosio, le cellule cominciano ad utilizzare massivamente gli acidi grassi per ottenere energia.

La chetoacidosi è un’emergenza clinica tipica del diabetico di tipo 1.

Uno stress, un trauma, o un intervento chirurgico, possono causare l’increzione di ormoni “controinsulari” (ad azione antagonista a quella dell’insulina), che aggravano il quadro della carenza insulinica. Se non si interviene immediatamente con la somministrazione di insulina, si progredirà allo stato di coma chetoacidosico, con il cosiddetto “alito acetonico”, respiro profondo e veloce (dovuto al tentativo dell’organismo di espellere l’acetone (volatile) con la respirazione), pelle secca, e infine, l’exitus.

Se non curata in tempo può portare sia al coma sia alla morte della persona, casi e situazioni molto rare per nostra fortuna.

Il lato subdolo di tutta questa situazione sta nella asintomaticità .del diabete, almeno fino a quando la situazione patologica arriva alle estreme conseguenze con valori iperbolici della glicemia o prossimi allo zero, ma a quel punto presi alla sprovvista occorre far intervenire i mezzi di soccorso.

Ma alcuni diabetici riescono a percepire segnali indicatori premonitori di una iperglicemia, in particolare coloro che sono sofferenti di una gastroparesi come di una gastrite e ernia iatale, in questi casi la concomitanza dei fenomeni accentua il dolore nello stomaco e l’acidità facendo da campanello d’allarme, oltre ai soliti sintomi indicati in precedenza. Comunque sia ricordiamoci sempre di controllare la glicemia e nel dubbio di ricontrollarla, mi raccomando.