Complicanze varie/eventuali

Non mollare l’osso

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Cammino

Muoversi è una funzione vitale per quasi tutti gli esseri viventi, ma oggi l’inattività e sedentarietà fisica ma ancora prima mentale generano non pochi problemi di adattamento del corpo umano portandolo a una metamorfosi di cui non è ancora chiaro il risultato finale, mentre nel frattempo e foriera di diverse problematicità, come il diabete tipo 2 in alcuni casi, ma anche osteoporosi e altre importanti patologie.

Nei giorni scorsi ho riportato un interessante risultato di una ricerca relativa all’associazione tra vitamina D e comparsa del diabete tipo 1. La vitamina D è nota come un importante regolatore dei livelli di calcio e metabolismo osseo . Inoltre influenza anche il sistema immunitario . Precedenti studi hanno dimostrato che i pazienti con recente diagnosi di diabete di tipo 1 hanno livelli di vitamina D significativamente più bassi .

Siccome oggi la longevità associata al diabete tipo 1 non è più una speranza ma una realtà, quali prospettive si aprono per un diabetico con l’avanzare degli anni? Oltre al diabete, al controllo e buon compenso della glicemia si tengono monitorate, laddove è necessario, i punti sensibili come occhi, reni e cuore per prevenire l’insorgenza delle famigerate ed esorcizzate complicanze legate a una patologia mal controllata per molto, troppo tempo.

Ma c’è un lato del nostro corpo che con il diabete può restare in qualche modo dimenticato se non poi ricordarsene nel momento in qui compare il problema: si tratta delle ossa.

Lungo il passare degli anni tenere monitorati i livelli della vitamina D e del calcio può essere d’aiuto per capire qual è lo stato di salute delle nostre ossa. L’osteoporosi, condizione patologica entrata a far parte della mia vita in questi ultimi anni, è associata anche con le malattie autoimmuni.

Con la parola osteoporosi si intende una condizione in cui lo scheletro è soggetto a perdita di massa ossea e resistenza causata da fattori nutrizionali, metabolici o patologici. Lo scheletro è quindi soggetto ad un maggiore rischio di fratture patologiche, in seguito alla diminuzione di densità ossea e alle modificazioni della microarchitettura delle ossa.

Il problema per fortuna interessa una parte piccola della popolazione diabetica e comunque la prima regola naturale per preservare lo stato di salute delle nostre ossa sta nel muoversi, praticare attività fisica e non restare fermi per molto troppo tempo nell’arco della giornata. Infine se sappiamo di avere familiarità con la predetta condizione parliamone col nostro medico curante perché chi ha tempo non aspetti tempo.

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