Vivo col Diabete

Wind surf

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Ma cosa volte farci, la vita è bislacca: un giorno ridi e l’altro stai nella cacca, poi ti fertilizzi, ricominci a crescere più florido e bello di prima. L’esistenza nella sua consistenza ci è data per fare un viaggio e poi lasciare ad altri il seguito così a catena.

Guadagnare un poco di tempo nella salute è come guadare il fiume: devi sempre valutare il tratto e prepararti in modo consono per affrontarlo, stando attento alle correnti e improvvisi cambi di velocità e scorrimento dell’acqua. Ecco in fondo noi esseri umani portatori di vita e contenitori di vita siamo fatti così: sangue nelle vene.

Luglio sta finendo e lo sai che non mi va in fondo al di là del tempo e non per l’estate ma porta con me gli attimi struggenti di un film postato in rete, anche attraverso le pagine del blog, con cui raccontare, ricordare gli attimi di un diabete ai confini della realtà.

Ecco ho raggiunto la mia twilight zone entro al quale poter soggiornare senza pormi la domanda: sino a quando? Risposta: ora.

Oggi non sciorino dati relativi alla glicemia insulina carboidrati e altri valori di laboratorio, tra poco riceverò il risultato degli esami di laboratorio e sarò pronto per andare all’oratorio medico a farmi visitare e sapere dove andare a mareggiare nelle prossime settimane.

Il quadro resta normoglicemico e io sono accaldato e asciugato: fuori c’è il sole anzi piove, come no sorrido, sorridi, guarda avanti e goditi la vacanza e cresci con il tempo che avanza.

Sassi di fiume

levigati dall’acqua

questi noi siamo.

— Matteo Maria Besozzi

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