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Diabete in vena

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vena

Alcuni giorni fa ho subito una ipoglicemia proprio tra le tre e quattro del mattino con una iperidrosi lungo tutto il corpo ma senza aver problemi di coscienza e perdita di controllo, con una elevatissima tachicardia; solo un fatto desidero sottolineare: tale manifestazione in formula analoga si era presentata appena un mese addietro e fin qui nulla di che da aggiungere.
D’altronde i sintomi di una ipoglicemia sono sempre: tremore, ansia, nervosismo, palpitazioni, tachicardia, sudore, sensazione di calore, pallore, sudore freddo, giramenti di testa e formicolii a braccia e mani.

Il punto che fa la differenza riguarda gli effetti sul fisico che si sono presentati nei giorni successivi: prima gambe molto deboli poi dolenti nella parte anteriore, un sintomo simile a dopo un attacco di crampi al polpaccio (manifestazione ricorrente nel corso della notte), oltre a un rigonfiamento degli arti inferiori circoscritto nella durata.

Ora tale situazione sembra far indicare una insufficienza venosa, onde per qui sarà necessario effettuare degli accertamenti anche il relazione alla storicità del diabete, anche se la recente elettromiografia effettuata era nella norma, così come la funzione cardiaca e renale non davano segni d’attenzione.

Naturalmente tali condizioni sono pressoché ricadenti sul diabetico adulto e in età matura o avanzata. Comunque dalle reazioni di una ipoglicemia, in particolare davanti a episodi frequenti, si possono ricavare indicazioni ed elementi interessanti a fini dello stato di salute complessivo del diabetico. Un indicatore interessante riguarda la manifestazione di una ipoglicemia con reazione particolarmente aggressiva o resistenza violenta  a discapito di altre invece tranquille o collaborative, tali contesto può essere segnale della presenza di altri problemi quali: stress, ansia, che potrebbero essere trattati meglio e di cui trarrebbe giovamento il diabete stesso.

La settimana diabetica si è sviluppata e mantenuta all’interno di un quadro glicemico regolare, la media dei valori ottenuti  riporta 154 mg/dl. Il sensore finora funziona, solo una nota critica ancora una volta da segnalare riguarda il difetto ricorrente dell’estrazione dell’ago d’innesto, il quale tende a restare incastrato e quando lo si tira fuori in qualche modo danneggia l’elettrodo.

 

 

 

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