Vivo col Diabete

Ottobre col diabete fa le ove

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Oktoberfest

Il nome deriva dal latino october, perché era l’ottavo mese del calendario romano, che iniziava con il mese di marzo. L’imperatore Commodo operò una riforma in base alla quale il mese assumeva uno dei suoi titoli, Invictus, ma dopo la sua morte la riforma fu abbandonata.

Nel calendario rivoluzionario francese ottobre corrispondeva a due mesi: a Vendemmiaio fino al 22/24 ottobre, successivamente a Brumaio.

E allenati a destreggiarsi tra una festa, una sagra o fiera di paese, quartiere, rione e città siamo sempre qua a fare del dado un elemento da sciogliere nel brodo oppure un basamento per la cottura dell’alimento che dir si voglia.

Valico il mese e, premetto, guardo con attenzione le strumentazioni in dotazione: glucometro, sensore e microinfusore attento a una novità pronta in disponibilità: si tratta del controllore della glicemia a scansione, tramite sensore, Freestyle Libre della Abbott, da oggi pronto per essere ordinato poiché formalmente ne comincia la messa in disponibilità per l’acquisto diretto.

Non sono una collezionista di oggetti e manco che mai un modaiolo, maniaco della tecnologia appena sfornata. L’unico fatto a cui sono e resto interessato è che lo strumento faccia bene il suo compito: controllare la glicemia e rilasciare dati affidabili, attendibili.

Brindare alla salute del nostro diabete lo si fa in primo luogo analizzando i dati della glicemia e ricavando dagli stessi le informazioni utili e indispensabili per capire dove e come riuscire a modulare bene la immissione dell’ormone mancante o carente: l’insulina.

Oggi per la valutazione dei dati siamo aiutati da una marea di applicazioni e programmi, per ogni tipo di dispositivo informatico, in grado di sfornare e sciorinare grafici, tendenze, medie e molto altro ancora su diversi intervalli di tempo.

I dati da privilegiare nell’analisi sostanzialmente riguardano i valori prima del pasto e prima di andare a dormire, sempre e, a seconda dei flussi glicemici distinguibili per soggetto, il tasso della glicemia a due, tre ore dal pasto a seconda della composizione del menù. Ad esempio: con una cena ricca di grassi e proteine il dato da valutare lo si ricava anche a quattro, sei ore di distanza dalla conclusione del pasto.

Un consiglio finale: non farsi confondere le idee e la sintesi con l’impiego di tanti strumenti di controllo della glicemia e analisi dei valori, una volta “battezzato” un congegno usiamo solo questo, perché tra le tante cose da tenere presente nel monitoraggio della vita con il diabete una delle prioritaria sta nel sgombrare il campo subito dalla confusione, mantenendo la calma.

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