Vivo col Diabete

Ritmo diabetico

Adv

Alice & Ellen Kessler sigla di Studio Uno 1965.

La notte è piccola per noi, troppo piccolina

c’è poco tempo per ballar e per cantar

se il giorno è lungo da passar la notte vola

ritmo_orologio_circadiano La notte è fatta per dormire e sognare recita l’antico adagio, poi su sogni belli, brutti o incubi e la qualità del sonno si apre un mondo di disquisizioni e vissuti per i quali non basterebbe l’intera rete ad elencarli tutti. Il fattore diabete nella notte incide, come ben sappiamo, sia nel disturbo del sonno con la ipoglicemia che l’iperglicemia, anzi la malattia porta a “rompere” i genitali specialmente nella fascia notturna.

Cosa fa il nostro corpo di notte? Anche se non ne abbiamo coscienza durante le ore di riposo il nostro organismo lavora, modificando il suo funzionamento. «Il nostro corpo ha un orologio interno che scandisce il ritmo di diverse funzioni che cambiano dal giorno alla notte, sia per effetto del ciclo sonno-veglia sia per la variazione dell’attività fisica»

L’effetto pratico degli scherzi prodotti dal diabete di notte, come sanno i diabetici stessi e le mamme, papà di bimbi e ragazzi con la malattia, porta ad avere a lungo andare un ritmo sonno, veglia critico ecco la ragione per cui il controllo della glicemia prima di andare a dormire è importante: evitare che si manifestino sorprese sgradite del predetto tipo.

La prima cosa da fare come già detto è controllare la glicemia prima di andare a dormire. Ma l’orario migliore per farlo quale sarebbe? La convenzione una volta diceva: tra le ore 23 e le 24. Oggi invece sarebbe meglio tener conto di alcuni fattori. In primo luogo il controllo andrebbe fatto a sei ore di distanza dal termine della cena per avere il quadro certo relativamente alla stabilizzazione del metabolismo e sulla base del valore rilasciato se < a 140 assumere un qualcosa di dolce come, ad esempio, un mezza confezione di succo, un cucchiaino di zucchero o simile per contrastare un effetto abbassamento improvviso attorno alle 3 o 4 del mattino. Un altro fattore imputabile al comparire di una ipoglicemia notturna si può presentare laddove abbiamo fatto una certa e intensa attività fisica nel pomeriggio o di converso aver immesso unità aggiuntive d’insulina durante lo stesso arco di tempo senza un adeguato apporto di carboidrati o in mancanza di una merenda.

E’ basilare avere cura del sonno e riposo notturno per il diabetico: fa bene alla nostra salute e al buon compenso glicemico. Ricordo infine come ogni altro animale, gli esseri umani hanno un ritmo biologico chiamato ritmo circadiano, controllato da un “orologio biologico” che opera su base giornaliera. Questo ritmo influenza la temperatura corporea, lo stato di veglia, l’appetito, la secrezione di ormoni, oltre agli orari di sonno ed altro. Per via del ritmo circadiano, non è detto che la sonnolenza in una persona incrementi in modo uniforme con il passare del tempo. La necessità e la capacità di dormire dell’individuo sono influenzate sia dall’orologio circadiano interno sia dal tempo trascorso dal precedente risveglio. Perciò, il corpo può manifestare necessità di sonno e capacità di allerta in periodi del giorno differenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: