Terapie

Malto diabetico

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Malto

Incubi, sogni, bisogni da riportare in questo calendario lento a scivolare nel rituale delle ore scandite dal cuore contento, una glicemia tira l’altra, come un bignè, potendo e/o altro alimento purché sia un portento.

E tra una ipoglicemia e l’altra viene sempre in comune a un diabetico un motto: arrangiarsi si deve in buona parte dei casi e come? Non c’è una soluzione univoca oltre le basiche: due bustine di zucchero disciolte nell’acqua, ma facendo prove e provini ho trovato un modo per prevenire i casini.

La sera prima di andare a dormire attorno alle 23, con l’ultimo controllo della glicemia, se vedo che sta a <130 mi prendo due, tre cucchiaini di malto di nocciola ed evito l’ipoglicemia senza trovarmela sull’Everest la mattina seguente, anzi la medesima resta collocata tra 130 e 150!

Trovai il malto di nocciole in un negozio di alimenti biologici e vegani, incuriosito decisi di provarlo a colazione ma francamente non mi piaceva: sembra una roba tipo melassa. Molto meglio il prodotto in crema sfaldabile, poi per caso una sera con la  glicemia a 90 lo provai ed evitai sia ipoglicemia che rimbalzo il mattino seguente appunto.

Il malto è un cereale che non esiste in natura, ma che in malteria viene trasformato partendo dal chicco d’orzo, dal frumento o dal riso. Il “malto” in barattolo in realtà è maltosio (ottenuto dagli amidi contenuti nei cereali) ovvero uno zucchero conosciuto anche come zucchero di malto, con un potere dolcificante inferiore a quello del saccarosio.

Dalla proprietà naturale dei semi oleosi unita alla morbida dolcezza del malto, nascono le squisitezze da spalmare. Ottimo (a chi piace) per la prima colazione o per la preparazione di golosi dessert o da gustare in ogni momento della giornata (vedi il caso mio). Valori nutrizionali: Kc 456, kJ 1906, Glucidi 53.41, Proteine tot. 5.38g, Glucidi solubili 33.15g, Lipidi tot. 23.82, Saturi tot. 1.5g, Fibre Alim. 3.19g.

Dalle dolci note alle dolenti: nel corso delle ultime due manifestazioni ipoglicemiche si sono presentati sintomi successivi mai notati in precedenza: in particolare nei due giorni passati dall’ipoglicemia prima le gambe erano molto deboli poi a seguire un forte indolenzimento lungo la fascia frontale dell’arto, sia da seduto che in movimento. Un poco come ci sente dopo aver corso parecchio e fuori allenamento.

So bene che sono diversi i sintomi avvertiti e avvertibili al giungere di una ipoglicemia, e li ho provati pressoché tutti nel corso della mia lunga vita con il diabete 1, ma quanto evidenziato sopra mi mancava e dagli accertamenti in corso d’opera si cercherà una possibile e plausibile risposta.

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