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Pastificio diabete

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Pastificio

Le tre grandi P degli italiani sono qui: pane, pizza e pasta. Tanti nomi e forme come le malattie e modi di viverle e gestirle. Il diabete è il grande brodo dove sbolle, ribolle tutta questa varietà di ingredienti. Ognuno personalizza l’approccio: alcuni sono sordi al richiamo delle ansie e paure, altri pensano a chiedere un consulto medico quando previsto e programmato, diversi diabetici preferiscono avere un secondo parere sul proprio stato di salute e della malattia, ma anche un terzo e più a volte. Ci sono quelli che desiderano sentire più voci o sentono le voci e nel vociare accumulano parole, pensieri ma la sintesi poi qual è?

Una domanda persa nel vuoto, forse. Ecco un aspetto drammaticamente divertente raffigurato dal socialismo di rete o meglio detto: social network diabetico, chi osserva la vita nei tanti gruppi con tema diabete, come capita di fare a me, trova, con regolare quotidianità, la stessa domanda, richiesta di parere riproposta x numero di volte in x numero di gruppi, in alcuni senza risposta, in altri con decine o addirittura centinaia di commenti.

Alla faccia della chiarezza dico io: avrò dei limiti mentali ma in casi come quelli appena citati francamente sono arrivato a capirci un bel niente. Ma l’aggravante deve ancora venire: una sera ebbi a leggere in gruppo, molto frequentato e partecipato, una domanda di un genitore il  quale chiedeva se usare o meno il Glucagone per l’ipoglicemia del figlio in corso. La discussione scaturita andò avanti per un bel po’ e le conclusione le lascio tirare a voi.

Ecco la pasta piace e io voto per i cavatappi come preferenza, i pastoni invece non mi sono mai piaciuti.

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