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Su certi argomenti occorre essere credibili

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La smentita a tale affermazione è nei fatti: sono qui oggi a parlarne e discernere del tema e tra morti, viventi e altri accidenti assommati l’argomento sovviene ancora una volta a diventare oggetto di trattazione. Ma, aggiungo, ce lo ritroveremo ancora e sempre tra un articolo, una ricerca, un trattato posto a stampa o in rete.

D’altronde il condizionamento della popolazione lo si è retto e si fa sulla paura, paure: i manipolatori di coscienze e del marketing lo sanno bene, così come i sedicenti terapeuti che vanno oltre il tutto, oltre il diabete e portano nell’Ade il diabetico pro domo sua.

A discapito di incongruenze e incomprensioni desidero accennare una cosa: questo blog nato otto anni fa con l’idea di raccontare una storia, la mia, con il vissuto quotidiano della malattia, tra strade sbagliate e giuste percorse, prove passate, esami da fare e rifare, tentennamenti e dubbi da navigare; oggi ha cambiato qualcosa, cerca di raccontare e informare cosa c’è in giro di interesse per il diabetico, nel bene e nel male, senza ipocrisie e marchette, lontano da facili e strombazzanti promesse. Non è facile ma ci proviamo, perché se 52 anni fa il diabete giovanile era una rarità oggi seppure di minoranza ha fatto adepti. Inoltre al pronunciare la parola diabete anche il più ateo degli atei dichiara la frase: anatema su di voi! Basta cercare la parola diabete su Google per ricavare miliardi di risultati. Quindi il compito di offrire una sintesi da paziente diabetico è arduo, molto.

Infine una chiosa sulla ricerca condotta sulle aspettative di vita per il diabetico: i dati analizzati hanno tenuto conto di diversi parametri fondamentali per avere un riscontro obiettivo sulla realtà? Ad esempio: età e periodi di insorgenza del diabete (le epoche non sono marginali rispetto all’introduzione dell’autocontrollo glicemico e dell’insulina ricombinante), fattori di compliance e comorbilità, tabagismo e dipendenza.

Dall’estratto della ricerca pubblicata su Lancet mancano i dati strutturati e il fatto non è marginale. Le cose fatte un tanto al chilo e con approssimazione non ci piacciono, nel bene e nel male. Si rischia di avere degli effetti negativi sulla credibilità di certi studi scientifici e già la stagione non è buona.

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