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Che fibra?

Fibre L’educazione sanitaria è fondamentale nella cura e gestione del diabete, di pari passo lo è e costituisce parte integrante la formazione sul piano alimentare. Così per ottenere un equilibrio metabolico adeguato occorre non solo avere una dieta personalizzata, ma che la stessa sia indicata in modo comprensivo e chiaro dei valori nutrizionali e dei componenti totali facenti parte della stessa: calorie, carboidrati, grassi, proteine, fibre.

La fibra alimentare o dietetica rappresenta una classe di alimenti privi di valore nutrizionale per l’uomo, solitamente carboidrati, ma non sempre classificabile in questa sola famiglia.

In buona parte dei casi essa costituisce la parete cellulare delle piante, ma è presente anche nel parenchima e in alcune secrezioni vegetali. La fibra alimentare è generalmente riferita a polisaccaridi non amidacei, ma vengono considerate spesso “fibra” anche sostanze non fibrose di ballasto alimentare (ad esempio pectina), oltre a sostanze non glucidiche che compongono le pareti delle cellule vegetali come lignina, esteri fenolici, cutina, materiali cerosi, suberina.

Pur non potendosi considerare un nutriente, la fibra alimentare esercita effetti di tipo funzionale e metabolico che la fanno ritenere un’importante componente della dieta umana. Oltre che all’aumento del senso di sazietà e al miglioramento della funzionalità intestinale e dei disturbi ad essa associati (stipsi, diverticolosi), l’introduzione di fibra con gli alimenti è stata messa in relazione alla riduzione del rischio per importanti malattie cronico-degenerative, in particolare i tumori al colon-retto (in parte spiegata dalla diluizione di eventuali sostanze cancerogene e dalla riduzione del loro tempo di contatto con la mucosa), il diabete e le malattie cardiovascolari (in parte per una riduzione dei livelli ematici di colesterolo. In considerazione dell’importanza della conoscenza del contenuto in fibra alimentare e delle sue componenti solubile ed insolubile per la valutazione differenziata del loro effetto biologico ed eventualmente per la finalizzazione di un loro possibile impiego, particolare attenzione va posta alle metodiche analitiche utilizzate per la valutazione del contenuto di fibra negli alimenti. La maggior parte dei cibi vegetali contiene fibre solubili e insolubili in differente proporzione..

Nella dieta del diabetico si consiglia sempre di aumentare l’apporto di cibi ricchi di fibre per contenere il carico del pasto sulla glicemia e favorire il senso di sazietà. Fin qui nulla da eccepire.

Ma nel piano dietetico individuale manca una informazione sulla quantificazione del predetto apporto, la quale è invece importante per non creare effetti critici sulla digestione e assimilazione dei cibi. Tali informazioni hanno un certo ruolo con particolare riferimento a quanti, diabetici, convivono a fattori di comorbilità come: gastroparesi, reflusso, gastrite, insufficienza renale e richiedono un ulteriore equilibrismo dietologico nell’amministrazione quotidiana dell’alimentazione e della malattia.

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