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Ma oggi com’è lo stato dell’arte visto dal lato dei ricercatori? Una riflessione in tal senso è stata compiuta dai dottori Manuela Battaglia  del Diabetes Research Institute, IRCCS San Raffaele Scientific Institute, Milano e Mark A. Atkinson del Departments of Pathology and Pediatrics, University of Florida con una saggio scientifico pubblicato lo scorso 4 aprile su Diabetes Journals la rivista dedicata allo studio e ricerca sul diabete dell’American Diabetes Association, dal titolo: l’effetto lampione nel diabete di tipo 1.

Nei quasi 100 anni intercorsi dalla scoperta dell’insulina a uso terapeutico, notevoli sforzi sono stati diretti dalla ricerca per trovare la causa del diabete di tipo 1 e lo sviluppo di una “cura” per la malattia. Sebbene sia stati chiaramente fatti dei progressi verso ciascuno di questi obiettivi, una visione d’insieme non è stata soddisfatta. Con la crescente pressione da parte di entrambi gli attori dello scenario diabetico:  i finanziatori pubblici e privati ??della ricerca sul diabete, la crescente insofferenza di quelli con il diabete di tipo 1 per la mancanza di scoperte pratiche, l’aumento della concorrenza per raccolta fondi pro ricerca, le incertezze sulla riproducibilità dei dati scientifici pubblicati, e le domande per quanto riguarda il valore dei modelli animali, nella sostanza l’ambiente di ricerca attuale è diventato estremamente difficile da attraversare dal punto di vista degli investigatori.

Come risultato, vi è una pressione crescente verso prestazioni degli studi per quello che potrebbe essere considerato “sicuro”, il cui scopo è di affermare dogmi esistenti piuttosto che sforzi pionieri aldilà del coinvolgimento del pensiero convenzionale. Gli psicologi si riferiscono a questa pratica come “pregiudizio osservazionale”, mentre vignettisti etichettano il processo con “effetto lampione.” In questa prospettiva, riteniamo che le nozioni nella ricerca T1D dovrebbero essere oggetto di discussione in grassetto e fornire ulteriori concetti, molti sforzi si sentono un po’ orfani della ricerca, cui l’indagine potrebbe portare a un mezzo per identificare realmente la causa della patologia e una cura per diabete di tipo 1.

Che la strada era ed è difficile nel campo dell’innovazione e ricerca scientifica sul diabete lo si era capito in proprio dai dati emersi dalle specifiche ricerche in corso, le quali vengono condotte spesso con povertà di risorse e mezzi, come di attenzione non solo mediatica ma da parte dei diabetici stessi, se si escludono i genitori di piccini e ragazzi con la malattia.

Purtroppo come si legge in rete e su carta tutta l’attenzione e impegno di spesa è rivolto sul diabete 2 di tipo alimentare, con l’utopica impresa di prevenirlo, invece la ricerca per il tipo 1 non la considera nessuno, nonostante i nuovi casi siano sempre in aumento. Un silenzio assordante pervade le nostre coscienze

Non lasciamoli soli i nostri scienziati. A tale proposito Roberto mi segnala che il prossimo 16 maggio Portale Diabete organizza a Milano un incontro tra diabetici tipo 1 e ricercatori presso il San Raffaele proprio sui temi della ricerca: un appuntamento imperdibile! Appena ne sapremo di più nei dettagli vi informeremo. Ottimo lavoro Daniela D’Onofrio!

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