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Un giorno

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vita

Oggi è una giornata di sole, il cielo limpido di felicità; intravedevo la campagna, dove erbacce e fiori sbocciati fanno essere primavera e poi daranno il benvenuto all’estate. Ce ne sono a quantità e io amo restare ad ammirarli, contemplare gli spazi finiti, rifiniti infiniti mentre il vento scuote le erbe più alte e quei fiori sembrano quasi per staccarsi. E mentre io, immobile, proteso, ammiro il mio universo. Non è niente di particolare, solo un’infinità di speranze, un mondo fatto di sogni, destini, desideri. Nei miei occhi color cielo scorrono diapositive di futuri inaspettati e la vita, il leggero vento mi accarezza la pelle, provocando in me piccoli brividi di felicità. E sono così lontano dall’orizzonte, quella linea distante che giace nei miei occhi a specchio, ho intenzione di arrivarci, ma dentro me sò per certo che ci vuole voluto tanto di quel tempo, una marea di scale, curve, cavalli impazziti, un’infinità di salti. Il tempo è forse l’unico a spaventarmi; temo di non averne tanto. Ma voglio sorpassare la mia linea d’orizzonte, per poi voltarmi e capire di avercela finalmente fatta. So di aver trovato poi un’altra linea, che porta a ricominciare la partita per giungere verso un’altra meta. Lo so davvero. Ma non mi importa perché in questo attimo capisco che la vita è un’immensità di orizzonti. Non sai mai quando finirà questa continua corsa, questo saltare, questo attraversare le più alte vette, questo giocare con i più forti avversari, questo vivere. Davvero non lo sai. E così in questa giornata di sole, comincio il mio lungo cammino, mentre i fiori e le erbacce mi indicano il percorso, mentre corro senza sosta su dei cavalli che mai si sono fermati e mentre, talvolta, trovo delle curve. A me non importa, perché io continuo il mio viaggio verso quell’unico punto, quello che conta davvero.

E, un giorno, in una giornata estiva ma di molti anni dopo, chiusi gli occhi per un istante, poi li riaprì e finalmente capii di avercela fatta. Trascorsi poco tempo a godere il mio orizzonte, pochissimo tempo. Fin quando non intravidi un’altra linea; allora quella diventò la mia prossima meta. E trascorsi l’intera vita a correre, nonostante le curve e le erbacce che mi bloccavano il cammino; a volte scorgevo dei bellissimi e dolci fiori. Allora tutto diventava piacevole, e la mia ricerca era così spettacolare. Ma a volte era così difficile continuare: le gambe tremavano di paura e non riuscivo nemmeno a respirare. Così mi fermavo, e osservavo il grande panorama; l’orizzonte era sempre più vicino e la speranza era l’unica a persistere nel mio universo. Ed era in quei momenti che capivo che l’orizzonte era fatto della stessa sostanza dei sogni, sogni infiniti, sogni insepolti.

Ecco cari lettori di passaggio su queste raffazzonate pagine la vita, dolce, amara, irta e vellutata, odiata, amata è questa: una speranza un girotondo immenso con noi dentro. E’ vita e con le parole disegnate attraverso un racconto per cui, semplicemente, vi auguro buona domenica.

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