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Rosalba Notargiacomo –  Gentile dott.ssa mia figlia è affetta da diabete tipo 1 insulino dipendente dall’età di sei anni . Oggi ne ha 18. Sono in lista di prenotazione per il Free Stile Libre il nuovo dispositivo per la misurazione dei valori glicemici e spero che presto mi diano la disponibilità per tale presidio. Mi chiedo…come mai la regione Lazio nn valuta il risparmio che offre questo innovativo metodo? Il sensore va cambiato ogni 15 giorni e costa 60 euro. Una confezione di strisce reattive dura 4 giorni e costa 50 euro. Non sarebbe ottimale permettere la misurazione della glicemia senza buchi sulle dita ….facendo risparmiare pure l sanità pubblica???? Capisco però. ..che di è troppo impegnati politicamente a dare il massimo per altri…non certo per gli italiani . Che tristezza ….noi dobbiamo solo pagare le tasse.

Valeria Vitale – Condivido con te e mi associo alla tua domanda, motivo per il quale ho deciso di non sottomettermi alla politica della nostra sanità pubblica che specula sulla salute delle famiglie italiane . Con qualche buchetto in più sulle dita …. Cerco di lottare nel mio piccolo per non piegare la testa di fronte a tale ignobile situazione. Trovo vergognoso dover spendere 120€ al mese per consentire una migliore gestione del diabete per mio figlio …. E chi non può permetterselo? Perché non estendono il Free Stile Libre a tutti ? Perché lo Stato non si fa carico della soluzione di questo problema? Aggiungo che non solo la Regione Lazio e’ indifferente ma lo è anche quella della Campania

Le briciole danno noia. Le briciole che si staccano dalla forma di pane diventano automaticamente e immediatamente rifiuto e sì che appena pochi momenti prima erano ancora sostanza. Non è colpa loro se cadono, le briciole, ma spesso, quasi sempre è colpa nostra farle cadere nella famelica urgenza di avere qualcosa di cui sfamarci. Amiamo tutti il pane fino a che non diventa briciola. Nell’aspetto di briciola ne disconosciamo la bontà.

Le gocce ci danno noia. Le gocce così come cadono dal bicchiere d’acqua diventano automaticamente e immediatamente bersaglio di maledizione. Non manchiamo mai di maledire le gocce d’acqua che cadono sul nostro vestito, noncuranti, irriconoscenti e immemori del fatto che se fossimo stati appena meno maldestri le stesse ci avrebbero rinfrescato se non addirittura dissetato.

Il mondo è pieno di briciole, di gocce d’acqua… anziani, disabili, poveri, senzatetto… tanti esclusi, svalutati e sminuiti, tanti caduti dalla forma di pane e dal bicchier d’acqua che hanno in destino di essere considerati rifiuto e di essere forse maledetti. Le loro colpe? Il tempo, una malattia, il denaro, il caso, la sfortuna.

È strano e paradossale pensare e realizzare come un po’ di pane perda istantaneamente di valore e una persona perda di dignità una volta che essi si separano e si staccano dalle convenienti e accettate dimensioni della Forma e del Sistema, ma è quello che succede in un mondo di giudizi, prestazioni, chiacchiere e stereotipi a perdere.

La compassione. La compassione sarà un palliativo, sarà elemosina morale ma sia benedetto chi ce l’ha, e che tanta, tanta bellezza vada in sorte a chi sa partecipare emotivamente alla sventura, tristezza, dolore di chi ha davanti o intorno. E questo è tutto, forse poco, magari niente.

Noi diabetici cosa siamo e vogliamo essere? La risposta la do io direttamente: briciole, per scelta nostra, disperse tra rivoli di strisce scondite e marchette servite nella filiera di vacue e inutili vanità. Tutto qua.

P.s.: Di contrasto gente che chiede sempre nuovo amore, ma poi smussa sempre quello che gli mettono sul piat… petto.

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