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Trapianto isole: nuovo studio clinico annunciato dall’Istituto di ricerca City of Hope

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diabetes research

I partecipanti devono aver avuto il diabete per più di 5 anni ed l’esperienza di frequenti episodi d’ipoglicemia o inconsapevolezza ipoglicemica.

“Siamo uno dei pochi programmi di trapianto di cellule insulari del paese,” ha detto in un comunicato stampa Fouad Kandeel, MD, PhD, presidente del dipartimento di clinica del diabete, endocrinologia e metabolismo al City of Hope, . “Questo processo, oltre a fornire una potenziale cura tanto necessaria per i pazienti con grave diabete di tipo 1, sarà anche fondamentale per aprire la porta ad altri studi importanti nell’affrontare le esigenze mediche di questi pazienti.”

Il trial valuterà l’efficacia del trapianto di isole pancreatiche come cura per il diabete di tipo 1, così come aiutare i ricercatori a comprendere meglio di rigetto delle cellule se e quando si verifica.

“La strategia di immuno-soppressione che viene utilizzata nel processo in corso è considerato un significativo miglioramento rispetto al protocollo utilizzato negli studi di trapianto di cellule insulari precedenti”, ha detto Kandeel.

Precedenti ricerche sulla strategia suggerisce che il trapianto si tradurrà in una migliore funzione delle cellule e cellule T regolatorie di ricambio.

In test precedenti il 60% dei pazienti ha prodotto insulina sufficiente 5 anni dopo il trapianto.

Ulteriori studi dovrebbero testare l’espansione ed educazione delle cellule T per proteggere le isole trapiantate e prevenirne la riattivazione.

P.S.: Desidero unirmi anch’io al ringraziamento fatto da Roberto a Camillo Ricordi. La memoria è corta e si fa presto a dimenticare ma se oggi il trapianto di isole è realtà che si sta sempre più consolidando come strumento per liberarsi a tempo, sempre più lungo, dalle iniezioni d’insulina, bene tutto questo lo si deve al professore Camillo Ricordi padre di questa metodica di trapianto. Camillo Ricordi è si un esimio scienziato italiano ma anche un poco nostro qui negli USA da molti anni ormai. Se riusciremo cercheremo di esserci il 23 a Bologna, dallo Stato di New York. Grazie Camillo!

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