Attenti a quelle 2 Vivo col Diabete

Soli contro un nemico indesiderato…

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Da qualche parte ho letto di una madre che diceva che la figlia mangiava di nascosto. Da un’altra parte ancora di un’altra che raccontava della figlia che li diceva che la odiava che l’aveva fatto con il diabete. Da un’altra ancora di quei genitori che nascondono ai figli cosa provano davvero nei confronti del loro diabete…Vi parlo da persona diabetica. Quella che un tempo era anche bambina e adolescente. Quella che per anni interi ha mangiato di nascosto. Senza fregarsi delle glicemie e delle conseguenze…Anche se a momenti mi chiedo se lo ero davvero cosciente di tutto questo, visto che nessuno mi ha mai spiegato niente, anzi, neanche sapevo cos’era il diabete. Quello l’ho imparato dopo, da sola…Cmq, torniamo al fatto di mangiare di nascosto. Non ne sono orgogliosa, ma l’ho fatto. E negarlo sarebbe inutile, ha fatto parte del mio percorso da diabetica. All’inizio solo pura curiosità. Voglia di mangiare qualcosa che (obbligatoriamente) non dovevi mangiare. Per un certo periodo, quando la glicemia schizzava su anche se non mangiavo niente, l’ho facevo perché dicevo che tanto la situazione rimaneva uguale. E poi c’è stata l’adolescenza. Ti sentivi incompresa, non accettata (in quei anni ero anche sovrappeso, così che lasciamo meglio i commenti dei ragazzini in giro…), pensavi che la tua famiglia non ti voleva, poi c’era la voglia di libertà, la scoperta del diabete di mia sorella…Ero in depressione. In un anno ho avuto 11 HI, le glicemie di 400-500 non si contavano…Queste cose non ve li dico per spaventarvi, solo per farvi capire un altro punto di vista…Cmq io parlo di una storia cominciato 17 anni fa, in un altro stato, che di diabete non sapeva niente, anzi, in molti casi ero vista come se avessi l’Aids. Solo molto dopo, quando soprattutto emotivamente mi ero fatto tanto male, ho capito che dietro a tutto quel mangiare di nascosto, c’era soprattutto la mancanza di comunicazione con i miei genitori. Adesso so che loro hanno fatto quello che hanno potuto, reagito nel modo che pensavano che era giusto. Però io avevo il diritto di sapere che avevo il diabete, non trovarmi a 6 anni e mezzo a farmi delle punture senza sapere il perché. Avevo il diritto di dirmi che non dovevo mangiare dolci perché ero malata, e non passare più di 10 anni a pensare che loro facevano così perché non mi volevano bene. O quando stavo male e vedere loro sorridere pensando che non gliene fregava niente. Per capire anni più tardi che loro facevano così perché io non dovevo vedere che loro soffrivano per il mio diabete…E loro non hanno mai capito che era proprio quello che avevo bisogno, di capire che non ero sola, che non ero sola a soffrire…Adesso, all’età di 24 anni ho capito che mi ero sbagliato di tutto. Che indipendentemente tutto, loro mi hanno sempre voluto bene. E che hanno fatto le cose che hanno fatto, pensando di fare la cosa giusta. Ma, l’amaro rimane lo stesso, perché nessuno mi darà indietro quei anni che sono stata male, da sola….
E per concludere vi direi solo una cosa: parlate con i vostri figli, dite come state veramente, anche se a volte non è una bella sensazione. Perché a volte è proprio quello che serve, capire di non essere soli a lottare contro un ospite indesiderato…

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