Diritti e rovesci

Perdonare per donare

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Madonna con Gesù bambino

Esistiamo ed esitiamo ma contrastanti episodi ci mettono davanti a circostanze che altrimenti cambiano il senso dei comportamenti e azioni conseguenti e finiscono nel breve istante ad approdare laddove si formano consistenti momenti di aggregazione e poi ne fanno sinergie presenti e resistenti ai mutamenti. Solo e sono queste le manifestazioni per cui dobbiamo avere interesse e ci formano, capaci, di non mollare la presa.

E chiaro, come un referto medico scritto tramite una penna stilografica Osama con mano tremula colpita dal morbo di Parkinson, e proprio grazie alla sua limpidezza espressiva che a volte ci sentiamo alla deriva, tra il bi e il ba, il bo e il mi presi come sigle e targhe di provincia nel gorgo del che si fa, dove si va e chi ce lo fa fà.

E’ così e così andiamo avanti circondati da me frego, me lo spiego, non me lo so spiegare, sere nere: sembriamo una play list di Tiziano Ferro. Che sia diabetico pure lui? Domanda priva di alcun interesse. Il punto vero di acclarata considerazione concerne cosa secerne il nostro pensiero al cospetto degli anni e istanti, pochi o tanti, con il diabete, e lo stato d’animo mutante e convergente nelle notti parallele di malattia.

Ieri raccoglievo margherite dal prato tra cacche di cane, gatto e altro guano e sfogliando i petali della margherita la domenica mattina di un agosto ai bordi periferia, ai bordi della campagna chiedevo: cura o non cura. E l’ultimo petalo emise il verdetto: cura. Come potete constatare anche la natura crede nella cura. E se non fosse sarebbe una tortura.

Solo l’uomo tituba, tentenna e novello focomelico investe poco o niente per dare energia e forza alla ricerca scientifica nel diabete. Di analisi e sui perché del menefreghismo globale verso una malattia, il diabete, che sta prendendo sempre più piede, come scritto numerose volte in questo blog, si fa fatica a capire.

Ma sinceramente quel che più lascia a terra riguarda il disinteresse anche nei riguardi di iniziative più spicce e terra terra, come la raccolta di fondi promossa dall’Associazione Diabetici di Bologna finalizzata all’acquisto di uno strumento d’analisi da donare alla diabetologia locale dal nome: diabete 10 e lode. A due mesi dal lancio della campagna di raccolta fondi, fatta con ampia diffusione di mezzi in rete e non, raggiungendo milioni di persone grazie anche al supporto di Misura Stevia, beh dopo tutto questo massiccio intervento solo tre persone hanno fatto una donazione per un totale di 149 euro con l’obiettivo di 5000 euro.

Ora la faccenda si illustra da sé come allo stesso modo si ricava una conclusione secca e senza prova di appello: se nel nostro piccolo non siamo in grado di far niente lo stesso accadrà nel grande. Ed ecco la risposta al perché la ricerca per una cura del diabete non parte seriamente: a Bologna l’avete trovata.

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