Sport e movimento

Vatti a fare un giro

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Ho voluto riprendere la trama di un film di marcato successo grazie anche alla presenza di un cast di attori di successo internazionale, tra cui Nicole Kidman, per un semplice motivo: andare a farsi un giro fa bene e non occorre essere atleti a qualsiasi titolo per farlo, provare per credere: un trial non si nega a nessuno.

Siccome si parla e parla ma poi di suole consumate se ne vedono poche posso vantarmi, senza mai essere stato uno competitivo e da gare, anzi l’esatto opposto, di avere consunto per bene le scarpe a forza di impiegare gambe e piedi con l’andare a piedi volente o nolente in quanto senza auto né patente e incapace di stare su due, tre, quattro e una ruota l’unica cosa di cui sono capace è andare con me stesso in giro. Un testimone residuale del caucasico padano aborigeno che ancora esercita il proprio corpo come mezzo locomotoria a energia naturale.

E con il diabete molto probabilmente è stato questo uno dei fattori che mi ha consentito di mantenermi bene nonostante la malattia: se mi fossi fossilizzato con l’impiego dei mezzi meccanici di trasporto sarei senz’altro caduto nella stasi e catarsi più totale. Fin che posso ovvero l’artrite reumatoide lo permetterà, continuerò a camminare perché anche grazie a questi piccoli ma importanti gesti quotidiani riesco a dominare la glicemia e il compenso relativo nell’arco di tempo del medio e lungo periodo.

La ragione del titolo del post: vatti a fare un giro, sta proprio nell’azione semplice, talmente banale ma indigesta ai più oggi che ci si è ridotti a doverla mettere a piè di pagina del referto che i medici diabetologi rilasciano al paziente a fine visita e la cui utilità è dubbia dico per non far mancare la critica. Un poco come ai tempi d’oro della frequentazione della funzione domenicale in chiesa si esortavano i fedeli a non peccare, con risultati molto scarsi e scadenti.

Senza fare chissà che, basta veramente un minimo sforzo e me ne sono accorto della differenza tra settimana e fine settimana: nel primo caso muovendomi la glicemia è stabile e risponde meglio a rientri nella normalità, viceversa nel fine settimana. Insomma per camminare non occorre avere la tuta da super uomini.

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