Ricerca

In mezzo alla strada

Adv

Prof. Ricordi

Al di là dell’attuale e vivo interesse nel trial sul Bio – Hub avviato a Miami presso il DRI – Diabetes Research Institute da lui stesso diretto, la sua venuta mi auguro generi un nuovo inizio per la ricerca globale sulla malattia (tipo 1 e 2) in tutta Italia e a Bologna in particolare. Senza ricerca questo nostro paese non ha futuro e nella città che ha dato un grande contributo alla scienza e tecnologia: la dotta, la grassa ecc. Beh partendo proprio dal grasso e dall’epidemia per eccellenza: il diabete, penso da umile cittadino e opinionista, sia giunta l’ora di unirci veramente in questa battaglia mettendo in campo risorse, mezzi e soldi volti a dare una sferzata negli studi per cure efficaci e stabili nella malattia, ricordando l’ormai quasi centenario dalla realizzazione dell’insulina per opera di Banting e molti altri.

Sia chiaro: Ricordi non è il salvatore della Patria, ma può essere lo scienziato che farà la differenza ora e in futuro anche per far crescere nuove generazioni di talenti, come sta già facendo negli USA e non solo. Io non sono ne ho le caratteristiche per essere socio del Rotary ma questa realtà filantropica di primaria grandezza a livello nazionale e mondiale spero dopo la sua venuta continui ad interessarsi del diabete, poiché, come ricordava l’International Diabete Federation: a fronte della condizione epidemiologica diabetica, terza causa di morte nel mondo, si stanzia appena l’1% del totale della spesa e investimenti nella ricerca e cura.

Poi vi farò una confidenza: un po’ cavia lo sono sempre stato sia da cittadino che da diabetico. Nel primo caso chi come me  appartiene alla generazione anni 50, 60 ricorderà come Bologna fosse definita una città laboratorio, in quanto governata dal dopoguerra dall’unico partito comunista occidentale con rilevante consenso elettorale. In secondo: perché un diabetico è sempre una cavia un po’ autarchica un po’ tradizionale poiché deve sperimentare variazioni continue alla terapia con insulina e non solo. Beh vorrei che si tornasse alla normalità: ovvero la città come laboratorio per la ricerca. Le condizioni ci sono e prima che svaniscano armiamo le intelligenze e le volontà, tante, per ricominciare.

Infine ho un desiderio e ritengo possa essere realizzato: lanciare il testimone a coloro che proseguiranno la staffetta della vita per arrivare al traguardo di una esistenza sempre migliore con il diabete, questo non è un sogno ma una prospettiva. Personalmente non credo alla “guarigione” dal diabete oggi e fin quanto avrò da vivere. Credo invece nella possibilità di trovare terapie in grado di addomesticare la glicemia e comunque evitare le complicanze o comunque ridimensionarle: ricordo essere queste la vera minaccia per la vita di un diabetico. Ecco siccome sono mete non astratte ma concrete e raggiungibili con l’impegno per ricerca, dunque sosteniamola a cominciare dal venire a sentire e fare sentire il nostro calore e amore per un uomo della scienza che ha dato e sta dando tanto per raggiungere l’obiettivo della sua missione: la fine del diabete – Camillo Ricordi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: