Terapie

Varie ed eventuali

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glicemia

1. “No al trattamento per il diabete ‘a taglia unica’, sì a quello che tiene conto di una serie di caratteristiche del paziente” e che in futuro si servirà di “indicatori facilmente acquisibili da un prelievo di sangue o un campione di urine”, per identificare quale la terapia migliore per ciascuno. A prospettare gli sviluppo di una terapia “realmente su misura” è Stefano Del Prato, presidente della Fondazione Diabete Ricerca della Società Italiana di Diabetologia intervenuto al congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) che si chiude oggi a Stoccolma.

Oggi il trattamento del diabete si personalizza scegliendo “il farmaco giusto per il paziente giusto sulla base di un metodo ancora empirico”, specifica l’esperto. Ovvero seguendo la regola dell’alfabeto o dell’ABCDE, che tiene conto dell’età (Age), del peso corporeo (Body weight), complicanze (C), durata della malattia (D) ed educazione del paziente (E). Ma in futuro, dalla farmacogenetica, arriveranno “marcatori genetici in grado di darci informazioni sia sulla possibilità di risposta ad un certo tipo di trattamento, sia sul possibile rischio di effetti collaterali per quella terapia”. Malattia sempre più diffusa, il diabete non può esser sottovalutato. Trattarlo serve, sottolinea Del Prato, “a tenere lontano complicanza a carico dei piccoli vasi, che portano alla perdita della vista o della funzione renale o addirittura di un arto”. Ma non solo. La glicemia non può esser dimenticata, “perché il diabetico, anche con colesterolo e pressione normali, continua ad avere un rischio di mortalità cardiovascolare che è doppio rispetto ad un soggetto senza diabete”.  –  Ogni riferimento è al diabete tipo 2.

2. Occhio alla penna

Quattro ‘click’ al mese invece di cento pillole: è in questo modo che, grazie ad una innovativa ‘penna’ a base del nuovo farmaco dulaglutide, si potrà tenere sotto controllo il diabete. Si tratta della prima penna capace di garantire un controllo ottimale della glicemia con una sola somministrazione a settimana, semplice da usare e indolore, ed entro breve sarà disponibile in tutta Europa e anche in Italia, essendo in fase di valutazione da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco. La novità arriva dallo studio internazionale AWARD-2, presentato al congresso dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD) in corso a Stoccolma.

L’ago della penna non si vede e non si sente, ma basta fare click su un pulsante per avere la dose di farmaco necessaria ad un buon compenso glicemico che dura a lungo e con una buona tollerabilità: il rischio di ipoglicemie è ridotto, la terapia fa addirittura perdere peso anziché ingrassare. La cura del diabete di tipo 2 passerà dunque anche da questo nuovo metodo terapeutico, una speranza per il milione e mezzo di diabetici che abbandonano le cure o le seguono male perché sono troppo complicate o ne temono gli effetti collaterali. Ogni riferimento è al diabete tipo 2.

Queste ultime due notizie in cosa all’EASD le pubblico io mentre Peter sta rientrando negli USA e domani ha promesso di scrivere un “pezzo” importante: siamo curiosi di vedere cosa tratta. Buon viaggio e grazie di tutto!

 

 

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