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Transizioni

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Visita medica

I cocci e pezzi di diabetologia e di diabetici praticamente termineranno la loro suddivisione e ripartizione nel territorio ovvero saranno seguiti dai medici di base, o come si chiamano oggi: di medicina generale. Da un lato il netto e forte ridimensionamento degli ospedali, dall’altro l’avvento delle nuove tecnologie di diagnosi e l’impiego sempre più massiccio dei dati come base di riferimento per l’analisi e valutazione di tutta una serie di patologie stanno facendo piegare la barra verso questa direzione.

Restano i problemi della transizione: se trent’anni si sono impiegati per spogliare la diabetologia del suo essere ci vorrà altrettanto per spargere sul “territorio” i diabetici tutti compresi. Certo saranno i distinguo e alcune specifiche dei protocolli sanitari in campo diabetologico a fare la differenza sia in termini di tempo che sostanza. Come dicevo, mentre è chiaro il prossimo smistamento alla base di tutti i diabetici sono alcune situazioni peculiari che debbono essere definite per intero. Il diabete tipo 1 e anche 2 in fascia pediatrica uscirà da centri di riferimento per convergere agli specialisti di base? Poi ci sono alcune particolari condizioni di diabete più complesse e tali da richiedere una valutazione e consulenza specialistica: i diabetici con complicanze patologiche critiche, il diabete in gravidanza e gestazionale come coloro i quali impiegano microinfusore con CGM (controllo continuo della glicemia) o che seguono un percorso clinico verso il trapianto d’organo.

Naturalmente di questi processi a breve e medio termini noi come diabetici e aggregazioni organizzate varie siamo “spettatori”: quando si taglia, come si capisce dall’andamento delle cose di questi ultimi decenni, non si guarda in faccia a nessuno e l’aria che tira non è buona.

Restano i problemi della transizione. Oggi la legge del turn over, inglesismo presente nel vocabolario italiano dagli anni 70 per dire il ricambio del personale in uscita da pensionamento, prevede l’azzeramento dello stesso. Sempre nel mio centro di diabetologia a fronte di 4 uscite zero rimpiazzi. Ecco è proprio con queste semplici cifre che non c’è bisogno di fare tanti commenti: la situazione si illustra da sé.

E dopo tutta questa panoramica sulla lenta ma inesorabile uscita di scena della diabetologia dal proscenio clinico e ambulatoriale, ma state tranquilli il diabete resta, cosa faremo? Semplice: nell’immediato i tempi per effettuare un visita verranno irrimediabilmente “allungati”. Poi, a seguire con l’avvento della telemedicina, tra una trasmissione di un dato e l’altro, una visita via Skype e qualche episodico appuntamento dal medico di base versione diabete o altre vie a seconda del situazioni soggettive, i tempi d’attesa si sposteranno dall’anticamera al tempo di download e upload dei file e stacchetti musicali tra una chiamata in voce telefonica e l’altra. Ah dimenticavo: chi ha una assicurazione sanitaria integrativa o denaro di proprio potrà farsi una visita per i fatti suoi.

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