Vivo col Diabete

Fuga da Alcatraz

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expo2015

Va bene abbiamo scherzato ottobre mica è poi così brutto no? A volte piove altre no: dipende dove stai di casa. Il cibo è il motore del pianeta e la panza ha la sua importanza così pure io ho ceduto al richiamo della foresta e tornato alle radici dell’albero della vita mi sono trovato in una selva oscura di gente in coda alla cassa prospiciente per immortalarmi all’altare dell’EXPO: che ci do che ci do. Risultato: tante idee e pratiche non so, forse che si forse che no, però spiace chiuda tra un po’ era bello se continuava qualche mese ancora, non altro per rimpiazzare il giro del mondo in 80 giorni. Comunque l’organizzazione dell’evento è molto efficiente. Sotto il profilo della ricaduta per noi diabetici a parte convegni e conferenze a destra e manca, novità e impatti sugli stili di vita non ne ho visti mica. Ma siccome non ho una visuale a 360 gradi fermo lì la valutazione.

E se un fine settimana esposto all’EXPO l’ho fatto il prossimo mi vedrà a casa intento a riordinare casa, tinteggiare pareti e infissi mentre, spero, Roberto di vederlo presente al meeting organizzato da Diabete Italia in quel di Riccione con il mondo associativo di cui offrirà un resoconto spero esauriente. Certo da qui ai prossimi anni con il tempo che passa so già che tenderà a razionalizzare appuntamenti ed eventi a ragione della necessita di conservare le energie e convogliarle su appuntamenti congrui sotto il profilo dei temi trattati come dell’innovazione. Purtroppo si assiste all’organizzazione di manifestazioni e conferenze ripetute un numero infinito di volte e lo stesso vale per indagini, ricerche e affini.

Iperglicemia no e non sono neanche iper di mio ci pensano altri ad esserlo e farlo.

A proposito di fuga e condizione dubitativa sono preso da un problema di coscienza ma anche di sostanza: con 42 anni di “fedele presenza sempre nello stesso luogo, centro di diabetologia”, per la prima volta sto pensando di cambiare anche se non so dove andare occorre darmi da fare per avviare il percorso di transizione che conto di effettuare con il nuovo anno. Questo non è il luogo per dare ragione della decisione: io di indole sono molto fedele e abitudinario per determinate faccende e usanze, ma la vita a volte impone altre scelte e per la sua evoluzione con la malattia e le caratteristiche soggettive abbinate con la necessità di migliorare la qualità dell’assistenza senza fare astinenza, il momento di fare un passo in avanti non è più rinviabile.

Non è l’uovo di Colombo ma il pulcino diabetico oggi trasformato in vecchi gallo ha esigenze mutate non più ignorabili.

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