Topolinia, vapori e fantascienza

Sei un mito!

mitoZaborano il mago di Stornh aveva un problema con la lettura delle carte per la divinazione ovvero leggere il futuro: ogni volta che rompeva il mazzo e le mescolava cadeva una tegola dal tetto di casa e siccome il paese attraversava un periodo di profonda crisi i clienti bussavano alla sua porta ripetutamente portandolo a fare i tarocchi almeno una ventina di volte al giorno se non di più. Risultato: tetto scoperchiato e il guadagno ricavato dalle carte finiva speso per il rifacimento del stesso. Un bel guaio!

Zaborano per eccesso di successo dovette prendere una decisione importante per la su vita: cambiare mestiere. E così fece: con i risparmi messi da parte aprì una piccola impresa edile e da lì di strada, strade ne fece, chilometri su chilometri. Tutto sembrava andare per il meglio, ma un giorno il vecchio Re sovrano di Kazzar: Culio XXVII° aveva un grande problema da affrontare –  il figlio primogenito Duliddo ed erede prossimo al trono aveva il diabete tipo Boh e nessuno ne sapeva niente, anche il Grande Scienziato del reame, come ogni altro soggetto esperto in tutte le cose del caso sul coso.

Disperato Kazzar mandò il messo reale alla ricerca in tutta Europa, isole comprese, di un qualcuno che potesse fare qualcosa. E fu allora che navigando tra miliardi e miliardi di pagine su Google, Zuckator, il messo lento ma non fesso, venne a scoprire tra le pagine gialle online, alla voce rivestimenti e opere edili, la sorprendente biografia di Zaborano, e prese cavallo cavalli, Lamborghini per messi birichini alla ricerca dell’uomo che faceva per lui.

Partito da Granarolo alle prime luci dell’alba giunse sul fare del tramonto a Fiumalbo e con fare scaltro trovò la dimora del piccolo imprenditore divinatore, ma di lui non v’era traccia, bastò poco per recuperarlo: il paese è piccolo e la gente mormora. Stava al banco dell’osteria a trangugiare in allegria una bottiglia di brulè.

Il dialogo tra i due fu per nostra fortuna fu breve (la storia comincia ad annoiarci) e Zaborano aveva subito capito la natura del problema di Duliddo: il maturo erede al trono di Kazzar aveva il diabete di tipo 1 e mezzo. Un messaggio forte e chiaro al sovrano e con altrettanta chiarezza gli scrisse una lettera breve per dirgli di farlo vedere da uno bravo, e non seguire miti e leggende metropolitane, rurali, marine e montanare ed oggi digitali sulla malattia.

Tutto si puole fare basta solo non mortificare ed esagerare continuamente. Io Zaborano facitore di case piccole e palazzi, strade bitumate e asfaltate padre di generazioni di pargoli diabetici, lascio testamento come cemento e ferro a saldare il legame che unisce il corpo e mente del diabetico presente: tutto puoi fare: bere, mangiare ridere piangere cantare lavorare scopare e navigare ma presta attenzione a non abusare, a volerti bene voler bene alla vita, controllare il diabete. Tutto il resto viene da sé.

Ed ora torna da Culio XXVII° e narragli del mio racconto potrà morir giocondo e sereno per lasciar il Regno al degno figlio che in sana aderenza e coscienza ne sarà buon sovrano.