Vivo col Diabete

Vado e vai

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La delicatezza dell’umano equilibrio e della stessa esistenza è per me paragonabile a quella di una farfalla: breve bella intensa e imprevedibile nel suo svolazzare per l’aria, tra un fiore e altro, di ramo in ramo. L’apoteosi finale prima dell’eternità. E in fondo la metafora della farfalla rappresenta la nostra stessa esistenza e le ricerca dell’armonia nella glicemia come ricaduta per il diabete, il nostro. Infatti da tanti anni mi sento come un cacciatore di farfalle in senso figurato, ovvero con la rete cerco di acchiappare la glicemia che piroetta sempre tra l’alto e il basso, così per paradosso il correre verso la sua cattura determina un esercizio motorio il quale fa calare il tasso di zucchero nel sangue ed è bene..

La sempre più forte dipendenza quotidiane dalla tecnologia non deve farci dimenticare che tale elemento lo dobbiamo considerare al servizio dell’uomo ed io stesso debbo riuscire a coglierne il significato e le informazioni contenute per stare meglio, anche se questo stato comporta dover compiere degli sforzi, fatiche e dolori per raggiungere l’obiettivo. Io non voglio essere schiavo di nessuno e meno che mai d’una macchina!

La settimana lasciata alle spalle l’ho passata senza avere il sensore glicemico impiantato addosso, e il suo scorrere è stato abbastanza tranquillo fino a giovedì, il crash l’ho registrato venerdì dove la glicemia ha ricevuto una botta verso l’alto decisa: prima 450 poi 303 e solo verso sera sono riuscito a farla tornare “normale”. Causa dell’iper? Il fattore determinante è stato un forte stress emotivo che mi ha portato a saltare due pasti e stare sul letto per quasi tutto il giorno con un forte mal di testa d’accompagno.

Nonostante il momento fortemente critico la media dei valori glicemici è stata pari a 160 mg/dl, in quanto negli altri giorni il tasso dello zucchero nel sangue ha tenuto livelli tra il buono e l’accettabile, ma si potrà capire basta un niente per mutare rotta e la farfalla va.

Considerazione postuma: ricordata la regina cattiva di Biancaneve con specchio delle mie brame chi è la più bella del reame? Beh oggi l’apoteosi della vanità è raggiunta grazie ai dispositivi mobili. Siamo soli ma almeno ci illudiamo di non esserlo mandando qualsiasi tipo di immagine, video o altra stronzata. Lo stesso accade con il diabete solo che nel nostro caso facciamo vedere il display del CGM e morta lì. Quel giorno che il CGM si farà i fatti suoi troveremo qualche altra sponda a cui aggrapparci.

Intanto buona settimana.

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