Notizie false ciarlatani e truffatori

Fuori di qui

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Dalla lettura degli articoli di stampa e notizie presenti in rete vado a leggere che il 50% dei diabetici non si cura, la cifra è molto probabilmente stimata per difetto. Il motore scatenante nel dire: mi sono rotto le palle di dover stare lì a controllare cosa mangio, fare la glicemia, poi quanta insulina debbo iniettarmi, insomma una persona arriva con una certa facilità a sbottare e trasformare la reazione in uno stato d’abbandono più o meno permanente, e se a questo si aggiunge anche l’abdicazione degli altri che circondano il diabetico il fatto assume una condizione d’aggravamento elevata e difficile da recuperare.

Restare nel ghetto, isolarsi e un tratto di strada lungo che io ho provato sulla mia pelle per diversi anni. Tra i luoghi comuni detti quando si superano gli anta c’è spesso: se potessi tornare indietro…

Beh questa frase non m’appartiene ne ora, ne mai. Io non ho rimpianti, ne lezioni da impartire a nessuno faccio solo una considerazione: è normale e lecito sbagliare, fa parte della vita; ma per ogni cosa c’è un tempo e ogni persona ha il suo per fare tutte le esperienze, soltanto che alcuni sbagli se protratti negli anni non si rimediano e lasciano il segno nella mente, pelle e corpo.

Nel rifiuto della cura leggo un messaggio nella bottiglia lanciata dentro l’oceano della vita: aiuto sono qui, da solo non ce la faccio venitemi a prendere, solo l’uso dello strumento è sbagliato, non idoneo per dialogare, comunicare con gli altri.

Ecco io non ci sto a rifiutare di curarmi, a non accettare il diabete: perché? Voglio esserci domani per vivere la vita e nonostante tutto il diabete non mi fermerà in questo mia volontà forte come il vento di maestrale, splendente come il sole, unico come l’amore per me stesso e il prossimo mio.

Proprio dalla suoneria del cellulare echeggiante nell’aria per far sentire il grido di dolore della solitaria presenza nello spirito vacuo e assorto dalle quotidianità espresse in momenti di solerte disperazione, tutto questo viene a dipanarsi mediante un ruggente anelito di reazione e abbattimento dei muri dati da lingue diverse e incomprensioni.

Occorre abbattere muri, costruire ponti e strade per rendere circolanti i pensieri e le idee positive.

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