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Noi diabetici non dovremmo mai giocare con le diete e manco applicare la logica del fai da te, anche se la malattia incentiva a farlo, poiché per buona parte è legata all’autocontrollo domestico. Oggi la nuova entrata nella galassia delle diete è rappresentata dalla paleodieta che di per sé già con la parola stessa si illustra da sola. Un sistema squilibrato e nocivo per qualsiasi persona e con il diabete poi non se ne parla manco. Perché? Leggete qui. La paleodieta consiglia di mangiare cibi quanto più possibile vicini allo stato naturale: carne e frattaglie meglio se di animali selvatici o allevati allo stato brado senza l’utilizzo di granaglie; pesce, anche in questo caso preferendo pesci pescati, frutti di mare, crostacei, molluschi, uova, frutta e verdura di ogni tipo, scelta tra i prodotti di stagione, moderate quantità di frutta secca. Tra gli oli utilizzabili ci sono l’olio extravergine di oliva, l’olio di noci, l’olio di cocco e l’olio di avocado, Notevole importanza rivestono i pesci grassi ed il pesce azzurro, quindi sgombro, tonno, sardine, alici, halibut, in quanto contengono rilevanti quantità di acidi grassi omega-3.

Un apporto che per il suo elevato apporto di colesterolo, proteine e grassi stende non solo i reni portando alla nefropatia diabetica e insufficienza renale cronica assicurata ad alta velocità ma anche alla steatosi non alcolica e molto altro ancora, solo per fare qualche esempio. Poi, come ci dice la cronaca giornaliera ciascuno è libero di ammazzarsi come gli pare e piace (costi sanitari sulla collettività a parte).

Il regime alimentare ideale è fondato sull’equilibrio tra le principali componenti ovvero 60% carboidrati da verdure, ortaggi e frutta in primo luogo e cereali in seconda, e 20% di grassi, proteine. E andare in bianco con il mangiare sotto il profilo degli ingredienti lavorati richiede attenzione e moderazione in particolare per questi elementi: farina (di qualsiasi tipo), zucchero, sale e latte. La regola base è una solo: equilibrio e moderazione.

Poi se siamo dei fissati per la dieta e necessitiamo di punti di riferimento basta saper ricordare due dati: per longevità associata a un regime alimentare le diete migliori: la mediterranea (italiana) e la shintoista (giapponese). Infatti queste due popolazioni sono le più longeve del pianeta. Poi certo non basta una dieta a farci stare bene, occorre equilibrio mentale, uno stile di vita attivo e non sedentario per citare i punti più noti e declamati.

Insomma sono tanti e diversi i fattori che incidono sulla nostra salute, con e senza il diabete, il vizio di cercare delle scorciatoie per campare qualche giorno in più c’è sempre, ma l’evoluzione non ammette scorciatoie per dirla con Darwin e la realtà è impastata di tanti elementi interagenti con il nostro mondo di cellule e quindi stiamo tranquillo, non facciamo cazzate.

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