Vivo col Diabete

Mi sbilancio

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tempo

La percezione del tempo è diversa a seconda dell’età anagrafica: quando ero bambino spesso capitava di sentire come le ore non passassero mai, addirittura a volte fissavo l’orologio e mi sembrava come immobile, ed oggi invece tutto scorre in fretta. Sarà una mia sensazione ma è così mentre ogni giorno è come un conto alla rovescia. E allora? Vivo ogni giorno come deve essere: vita, perché una giornata nasce e muore ogni volta ed io vivo e rinasco con le, quindi il tempo composto di ventiquattro ore rappresenta una via esistenziale a sé da cogliere e far crescere in quel frangente. Il tempo è relativo ecco la conclusione e sta nei fatti e paradossi della vita stessa: un tempo per attendere il risultato della glicemia dai primi reflettometri dovevo aspettare molti minuti così da testare la pazienza umana in particolar modo quando si aveva fretta, mentre oggi i glucometri in pochi istanti fanno la stessa cosa. Tutto avviene in tempi rapidi o almeno così pare. Insomma poco o tanto il punto alla fine è sempre lo stesso fin dall’alba dell’uomo: siamo schiavi del tempo e ritengo come la vera liberazione per ogni essere vivente è di vivere senza attimo, solo così credo stress, pressione e altre negatività verrebbero meno e ne guadagneremmo in salute., diabete compreso.

L’arrivo delle feste di fine anno a me ha sempre generato una reazione negativa ancor prima delle libagioni comprese al loro interno, a cominciare dall’effetto medesimo sulla glicemia, ciò è dipeso dai cattivi ricordi dei natali in famiglia, dove dietro alla velatura ipocrita di buonismo e bontà celebrativa vi era una forzatura dello stare insieme, il promettersi cose smentite l’esatto secondo dopo averle pronunciate. Invidio australiani e oceanici per cui le relative festività cadono per loro in estate così da poter avere un bel periodo di tempo da poter dedicare a vacanze e molto altro ancora.

E bianco o blu Natale, capodanno che sia, un compatto periodo di tempo tale da dar senso al girovita (almeno per quanti lo trascorrono in famiglia con nonni e tutto il resto più arrosto). Un tabù per il diabetico che non esiste più, salvo fare incetta di biochetasi e altri intrugli analoghi per far fronte alla cospicua libagione senza limitazione.

D’altronde le feste a qualcuno occorre pur farle no? Ecco allora allora si spiega la nostra attrazione fisica per il budello e insaccato di sorta.

Beh il capitolo feste resta, come la fede e speranza verso un futuro migliore per le nuove generazioni nella loro vita in ogni suo aspetto. A dimenticavo per chiudere il mio diabete: nei giorni scorsi ho ripreso una media dei valori glicemici buona e pari a 154 mg/dl, quindi posso affrontare con impeto e ardore i sontuosi pasti, cene, colazioni, merende e spuntini delle feste.

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