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Glicemia

La bilancia fa crash? Prendine un’altra. Dopo il due c’è il tre e dopo avervi intrattenuto a suon di bilanci tra il blog e la ricerca cosa ci serve? Un grog? No, non è il caso con la sei litri poi si parte per il laddove e non si torna in verticale. La vita è fatta a scale: c’è chi scende e chi prende l’ascensore. Oppure fa la fila dal dottore perché non sta bene, oppure non ha un cazzo da fare.

I gradi di coscienza sono diversi, io mi ritrovo tra dati persi e altri cancellati causa un backup mancato ed ora? Ed ora sono qui a cercare di tracciare un bilancio con il diabete di un 2015 che non so come definire mentre sta per finire. Oppure no. Anzi lo so definire: interlocutorio.

Cominciamo dalla bene amata glicata: la quale dall’inizio dell’anno fino ad oggi è oscillata tra lo 7,2 e 7,6, mentre l’anno precedente stava tra lo 6,5 e il 7,0.

La ragione di tale leggero peggioramento la conosco bene e condivido con voi cari lettori perché risiede in una parola di sei lettere, spesso abusata e nel caso del diabete vilipesa dagli operatori sanitari come una scusa o una causa improbabile dell’alterazione glicemia. la parola è: stress, o meglio pressione emotiva e ansia.

l’altra parola collegata è babbo: purtroppo da febbraio 2015 ho dovuto affrontare tutto un processo di assistenza e via vai ospedaliero a causa di un grave problema alla vista in un uomo praticamente bloccato a letto da 4 anni, con visite, accertamenti e simili a cadenza settimanale e quindicinale. E per arrivare a ottobre con la morte del mio genitore.

Ecco tutti questo insieme di accadimenti ha comportato una trascuratezza per quel che concerne la mia salute e il diabete in primis, in particolare nella seconda parte dell’anno.

Ora si tratta di ricominciare e riprendere il controllo della malattia. Debbo dire che, grazia all’impiego del microinfusore e sensore glicemico, il puntellamento della glicemia ha tenuto. So bene come sarebbero andate le cose con le iniezioni multiple, così come c’è una bella differenza tra il dire, teorizzare e il trovarsi poi a gestire e vivere i problemi e difficoltà.

Ora giro pagina senza aspettare il 2016 perché la misura del tempo è e resta personale.

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