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Febbraio

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L’alternarsi dei cicli della vita: quale rappresentazione di cotanta rilevanza è meglio espressa se non dal carnevale – una festa che si celebra nei Paesi di tradizione cattolica, di base, ma grazie al consumismo globale e mediatico ormai i confini si sono estesi anche ogni credo e società secolarizzata. Il grasso e il magro, il peccato e l’espiazione. L’abbuffata e il digiuno. Oggi come si dice per essere al passo coi tempi, si lavoro h 24 grazie alla rete e alla tecnologia dati mobile, quindi è sempre festa (oppure no). Quindi i giocosi e fantasiosi vanno ben oltre i limiti imposti dal calendario, le maschere le usiamo tutti i giorni, e ogni momento è buono per far festa. Conosco persone che non se ne perdono una: sia mo’ pagana, cristiana, islamica, ebraica o shintoista pista pista è la regola della festa.

La parola carnevale deriva dal latino carnem levare (“eliminare la carne”), forse influenzata anche dal latino vale (quasi fosse “carne, addio, poiché indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Oggi nel 20° anno dell’era vegana la tradizione appar sempre più strana ma la storia serve anche questo: a tener traccia e un poco di memoria. In realtà è sparita la quaresima: carnevale c’è tutto l’anno!

Comunque la tradizione ci dice che i festeggiamenti maggiori avvengono il Giovedì grasso (quest’anno il 4 febbraio) e il Martedì grasso (9 febbraio nel 2016), ossia l’ultimo giovedì e l’ultimo martedì prima dell’inizio della Quaresima. In particolare il Martedì grasso è il giorno di chiusura dei festeggiamenti carnevaleschi, dato che la Quaresima inizia con il Mercoledì delle ceneri (10 febbraio).

Ma la quaresima è bene averla cancellata dalla memoria?

La quaresima è una delle ricorrenze che la Chiesa cattolica e altre denominazioni cristiane celebrano lungo l’anno liturgico. È un periodo di quaranta giorni che precede la celebrazione della Pasqua; secondo il rito romano inizia il mercoledì delle Ceneri e si conclude il Giovedì Santo, mentre secondo il rito ambrosiano parte dalla domenica successiva al Martedì Grasso fino alla Veglia Pasquale.

Tale periodo è caratterizzato dall’invito alla conversione a Dio. Sono pratiche tipiche della quaresima il digiuno ecclesiastico e altre forme di penitenza, la preghiera più intensa e la pratica della carità. È un cammino che prepara alla celebrazione della Pasqua, che è il culmine delle festività cristiane.

Ricorda i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima del suo ministero pubblico. È anche il periodo in cui i catecumeni vivono l’ultima preparazione al loro battesimo.

Il digiuno ecclesiastico: anche se limitato al mercoledì delle ceneri e al venerdì santo, esprime la partecipazione del corpo nel cammino della conversione e propizia l’astensione dal peccato.

L’astinenza dalle carni (magro) il venerdì: era al principio segno di povertà, essendo nell’antichità il pesce più economico che la carne. È segno dell’abbandono del lusso per vivere una vita più essenziale.

Ecco in questa nostra società che abbonda nel cibo e nelle patologie metaboliche riprendere il senso di queste tradizioni, anche in chi non crede o è ateo ritengo sia una comportamento salutare per il corpo e la mente. La mia quaresima la sto già mettendo in pratica, di fatto, poiché con il microinfusore sì l’equilibrio della glicemia c’è ma anche il peso ponderale! E da 77 chili sono sceso a 72 ma non basta: debbo, voglio tornare al mio dato storico che oscillava tra il 62 e 63 kg. Mi sto impegnando e ci sto riuscendo. Ci vuole, come tutto, determinazione e forza di volontà.