Vivo col Diabete

Chiamatemi come vi pare ma chiamatemi

Ndo

Ndo vado

Tutto scorre, tutto passa, coi mutandoni o senza che dir si voglia. Il diabete resta e lo specialista passa, anzi la specializzazione non esiste più. Non si finisce mai di imparare a quasi 53 anni dall’esordio del mio diabete: non sapevo che diabetologia come specializzazione clinica, universitaria e medica non esiste più. Venne abolita negli anni 80. Quindi il diabetico ha come referente l’endocrinologo, almeno nella forma più complessa e articolata della patologia, ovvero un diabete tipo 1 o 2 complicato da patologie e comorbilità, insulinodipendente ecc.

E fin qui tutto chiaro ma la questione ha la coda lunga, perché di diabete si può morire non necessariamente causa di negligenza nell’autocontrollo della malattia, sciatteria sanitaria e medica verso il paziente, ma un altro fattore di morte è, può essere normativo e burocratico.

Accade, e capiterà nei prossimi mesi, che molte strutture presidi sanitari che hanno in carico noi diabetici chiuderanno e scompariranno, ma dove andremo e un piano per la gestione della transizione verso dove e chi non c’è traccia. Gli antichi italiani soggetti a continui cambi di sovranità dei loro territori, una volta in mano agli austriaci, un’altra agli spagnoli, francesi, arabi e slavi asserivano: Francia o Spagna, purché se magna!

A noi francamente delle diatribe corporative tra medici e organi istituzionali di varia foggia e natura non importa un granché, così come delle lungaggini che di fatto portano ad avere un’udienza medica con attesa di sei mesi, mentre se paghi la visita fai in settimana. A noi ci preme solo dire che siamo stanchi di fare da cavie in mano ai ricercatori del diritto e garbugli normativi. E’ dal varo della riforma sanitaria alias legge 883 del 1978 che è un continuo starsela a menare con costi, ticket e tempi d’attesa. Prima gli ospedali grandi sono da chiudere e aprire quelli piccoli, poi quelli piccoli sono da chiudere e ridimensionare quelli grandi, poi più prevenzione meno cura, solo per fare qualche ripasso storico.

Se il diabete è un passatempo per dissertazioni accademiche e televisive ditelo, almeno uno s’arrangia e chi può, coi mezzi che ha, cercherà di campare. E’ chiaro infatti come certe terapia e farmaci sono e saranno sempre più in mano a chi se li potrà permettere.

Gli inglesi dicevano: se non sai cosa fare organizza un convegno, medico o paramedico che sia, e di eventi simili ne abbiamo a valanga. Poi? Poi il nulla.

Spero di sbagliarmi, ma tra quanto sostengo e accadrà nel corso dei prossimi mesi lo vedremo nei fatti quale tesi uscirà vincente. A cominciare da chi e se si prenderà in carico l’assistenza del diabetici complessi, per poi arrivare al supporto delle terapie innovative e biomedicali nella nostra malattia (CGM, pancreas artificiale ecc.).

Senza grano è una grana.