Microinfusore/CGM/Pancreas artificiale

Chiaro e veggente

Micro

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Vedo e prevedo dalle colline di Essalon orde di orchi fiammeggianti con una mano dietro e una d’avanti attaccare lungo i fianchi gli umani arroccati nel castello, ma che bello il castello e che panorama si scorge dalle alte torri, guglie e cinta. Verdi colline, ruscelli e praterie dove scorrazzano le mie fantasie. Come quanto vi sto per raccontare.

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C’era un giorno un diabetico dolente, di nome Alberto, il quale cercava quotidianamente si destreggiarsi nel tentare di sapere se lo zucchero nel sangue saliva o scendeva a piacere, scrutava sfere di cristallo, ma le uniche che giravano e si esprimevano erano quelle testicolari. Carte, tarocchi, temi natale, chiromanzia, nulla riusciva a evitare la bistrattata glicemia.

Poi una mattina al TG2 salute ebbe a udire dal giornalista Luciano Onder di un congegno con il quale poteva, con un certo successo, riuscire a evitare di incappare in una ipoglicemia, perdere conoscenza e così via. Allettato dalla notizia svelto si recò dall’endocrinologo specializzato in diabete per fare rete, il quale gli ebbe a dire che trattavasi del microinfusore d’insulina, uno strumento per l’erogazione d’insulina rapida continuata programmabile nelle 24 ore e integrato con sensore CGM (Monitoraggio Continuo della Glicemia), consentiva di allertare il diabetico in caso d’ipoglicemia e bloccarne l’erogazione sino al ripristino della normalità glicemica.

L’Alberto senza indugio decise di passare al congegno prodigio e da quel momento il suo diabete cominciò a veleggiare verso mete mai raggiunte: HbA1C ottimale, buon compenso glicemico e poche ipoglicemie.

Ma restava come un punto scoperto nella liturgia tecnologica testé illustrata: la preparazione e informazione relativa all’utilizzo  del congegno era lasciata molto all’autarchia e poco o niente alla formazione da parte degli operatori sanitari.

Il nostro Alberto allora decise di esplorare altri operatori nella materia arcana del diabete. E dopo tanto peregrinare lungo lo stivale ebbe  a conoscere un medico illuminato il quale gli disse che con il micro in possesso poteva di già usare la predizione glicemica mediante l’attivazione dell’apposito avviso.

E questa tecnologia gli andò a cambiare, migliorandola, la vita: se la glicemia tendeva ad abbassarsi o alzarsi pericolosamente il sensore glielo diceva mezz’ora prima così da prendere le misure necessarie (bolo correttivo, sospensione basale, zucchero, ecc.). Senza più incappare in inaspettate ipoglicemie e allarmi notturni. Peccato che tutto questo lo ebbe a sapere dal medico illuminato cinque anni dopo l’impianto del micro. Comunque meglio tardi che mai.
Ah dimenticavo: il congegno prodigio è il Minimed Paradigm VEO della Medtronic, il salva vita del diabetico tipo 1. Mai più senza!

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