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Questione di pancia

Dieta

Dieta

Avvertenza: prima di arrivare al “punto” del post occorre precisare che ognuno di noi può stare benissimo di stomaco e digestione con il diabete, oppure avere degli episodici problemi di reflusso e digestione, quindi prima di allarmarci facciamo un esame in scienza e coscienza del nostro stato e se proprio insiste la sintomatologia allora chiediamo consulto al medico.

La gastroparesi è una malattia che consiste nella paresi (parziale paralisi) dello stomaco, che comporta la stagnazione del cibo nell’antro per un periodo molto più lungo del normale. Normalmente, lo stomaco si contrae per spingere l’alimento giù nel piccolo intestino per la digestione. Il nervo vago regola e controlla queste contrazioni. La gastroparesi può insorgere nel caso in cui il nervo vago è danneggiato, e i muscoli dello stomaco e intestinali non lavorano più correttamente. Il cibo si muove lentamente o si ferma lungo il tratto digestivo per ore.

La gastroparesi cronica è spesso invece causata da neuropatia autonomica. Essa può incorrere in persone affette da diabete di tipo 1,diabete di tipo 2. Il nervo vago finisce per danneggiarsi dopo anni di glicemia alta, scatenando la gastroparesi. La gastroparesi cronica può essere causata anche da altri tipi di danni al nervo vago, per esempio conseguenti ad un intervento chiururgico addominale.

I più comuni sintomi della gastroparesi sono: nausea cronica, vomito(in particolare di cibo indigerito), sazietà precoce, bruciore di stomaco, perdita di peso, dolore e spasmi addominali, gonfiore addominale, eruttazioni, mancanza di appetito, reflusso gastroesofageo, spasmi della parete dello stomaco. La nausea mattutina può indicare la gastroparesi. È importante notare come il vomito possa non verificarsi in tutti i casi.

La gastroparesi può essere diagnosticata con la manometria esofagea e il test di svuotamento gastrico. La diagnosi clinica per la gastroparesi si definisce in base al tempo con cui si svuota lo stomaco, e la gravità dei sintomi non è necessariamente correlata alla gravità della gastroparesi.

Una dieta a basso contenuto di fibre e in alcuni casi delle restrizioni riguardo a grassi e/solidi, può dare giovamento, mentre, benché non vi siano cure definite, vengono adoperati per via orale farmaci per tenere sotto controllo i disturbi come la metoclopramide, l’eritromicina e il domperidone; per i pazienti diabetici vi è la correzione nei dosaggi di insulina, mentre per quelli affetti da gastroparesi cronica, sovente e nel caso in cui i trattamenti farmaceutici si rivelino inefficaci, la digiunostomia, la nutrizione parenterale, l’impianto di un elettrostimolatore gastrico (“Pace-Maker Gastrico”), oggi impiantabile anche per via laparoscopica o robotica. Il sildenafil, che aumenta il flusso di sangue alla zona genitale, è stato impiegato anche da alcuni operatori per stimolare il tratto gastrointestinale nella gastroparesi diabetica.

La mirtazapina è risultata utile poiché agisce sul recettore della serotonina stessa (5-HT3), così come il popolare anti-emetico ondansetron.

Le principali complicanze della gastroparesi sono:
malnutrizione generale causata dai sintomi della malattia (che spesso includono vomito e diminuzione dell’appetito), così come i cambiamenti dietetici necessari per controllarla.
Grave affaticamento e perdita di peso a causa di deficit calorico
Ostruzione intestinale dovuta alla formazione di Bezoari (masse solide di cibo non digerito)
Contaminazione Batterica causata dalla proliferazione nell’intestino di batteri

Per la gastroparesi non vi è cura e, anche con una storia di patologia ben delineata (compenso glicemico buono, ottimale) accade che compaia ugualmente e solitamente dopo i 40, 50 anni d’età, ma occorre capire se trattasi di gastroparesi oppure reflusso gastroesofageo, gastrite.

Un’altro aspetto problematico prodotto dalla gastroparesi e lipodistrofie nelle aree di iniezione dell’insulina, è costituito dall’accumulo in deposito d’insulina ed effetto ritardato del suo rilascio nell’organismo. Pertanto è  bene capire dal medico come regolare tale situazione con la terapia multi iniettiva per non trovarsi con la glicemia alle stelle dopo mangiato.