Vivo col Diabete

Col peyote in dote

LabirintoCi pensi mai al domani, tranne la domenica sapendo che verrà il lunedì e al venerdì che precede l’arrivo del fine settimana? No, non ci pensi ed è meglio: meno pensi al domani più lo realizzi.

Pubblicità

Ad un certo punto s’impara a non pensare troppo al domani perché questo istante è quello che vale veramente sempre più di tutto. Ci si incontra quasi per caso in questa vita tra migliaia di persone. E l’acqua come gli incontri scorre con quel cristallo dentro alla pietra, l’anima, essenza di quel momento. Fondi e confondi il per sempre lapidario con quel niente percepito come tutto: è tutta un’altra cosa. Con te stesso resti sempre e le altre persone vivranno tante partenze e arrivi lungo i binari fatti d’emozioni, tante emozioni, un graffio, un rutto, una poesia e poi via a far soldi, pelar patate e raccontare cazzate per menti disidratate, barracuda.

Ti senti smarrito? Non importa puoi donare le tue unghie a qualche ungulato abbandonato tra lo spazio di un mattino e la tisana serale. La spirometria potrebbe essere utile per commisurare la distanza tra il tempo trascorso per te e il ritorno di una perturbazione di origine atlantica attesa nelle prossime ore ma non siamo certi del suo arrivo. Forse per questo semino riso tra le pagine umide di un foglio di carta oleata ove incarto la mia giornata. Distrazioni impensabili sino a qualche anno fa quando basta una lozione per i capelli a farli ricrescere ma solo nella mente del mentre, tra ponti che cadono e muri s’innalzano ma le porte si possono abbattere e gli ingressi sono virtuali in queste vite parallele fatte di pochi battiti e molti byte.

Diceva una volta Fulvio Fumoni un noto esperto della comunicazione impossibile e della gente di mezzo che conta e fa contare le aliquote tra tracce invisibili di ricette a durata limitata. Diceva che le convergenze sono come le rotonde: ci giri attorno e ti piace perché fanno ricordare il luna park fatto di giostre e giochi, luci e tanta varietà. Ecco allora si spiega la propagazione infinitesimale di tali snodi stradali, ma credo siano anche altre le ragioni. In un epoca di grandi flussi migratori allenarsi ad affrontare la navigazione in condizioni di mare mosso o in tempesta è di basilare importanza. Sulla terra ferma grazie a venti rotonde lungo un chilometro di strada rende bene l’idea del beccheggio e rullio in barca, e inoltre aiuta a rendere stabile il portamento di chi è instabile all’interno di una situazione precaria.

Cosa c’entra tutta l’elucubrazione con il mio diabete? Potrei dirvi: scopritelo da soli. Il barometro della malattia lo lascio ai vari osservatori presenti a livello nazionale e internazionale su cifre create a tavolino, con strumenti approssimativi. La legge di Balanzone del “un tanto al chilo” pesa e presa va condotta al guinzaglio per evitare di perdersi su di un tram nell’ora di punta tra la citta metropolitana e i fossi di una strada rattoppata. Siamo acrobati mentali, umorali, cadiamo e poi ci rialziamo e finiamo come la Terra: ci alziamo al mattino e andiamo a dormire di notte. Turniamo rotiamo e ce ne freghiamo di tutto e tutti salvo affermare il contrario se interpellati. Indignati perenni.

 

 

Pubblicità