Emozioniamo

Mi fai male

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Vita

Non sto dormendo, non riesco, tra sbarre di metallo cromato, ho la coscienza troppo netta e diretta a quello che mi spetterà domani e già ho avuto oggi e ieri in dono, qui tra cieli bianchi tinteggiati, forse è solo un altro terrificante incubo regalato dall’ombra di Morfeo, invece di questi strani lamenti che continuo a udire, reali e talmente angoscianti che non riesco più a riaddormentarmi. Questi gemiti sono troppo familiari, mi sembra di averli già ascoltati, ripetute volte nella mia vita, non costituiscono soltanto il pianto di un bambino, ma un lungo susseguirsi di strazianti singhiozzi di una giovane anima chiaramente in pena. Devo per forza scoprire la fonte di questa pura sofferenza mi alzo dal mio sfatto giaciglio, non ho nessuna intenzione di lasciare soffrire un innocente bambino. No! Non posso fregarmene, devo cercare d’allievare la sua pietosa disperazione. Agogno e prosciugo lacrime prima ancora di averle disperse al suolo. Fanno frastuono, non ho bisogno di spostarmi molto, quella piccola creatura rannicchiata sul pavimento sono

Ma che strano ritrovare a sentirsi dentro come alle origini del tempo, tra lenzuola insanguinate, braccia bucate da aghi grosso come fil di ferro e iniezioni su iniezioni di cortisone per via intramuscolare, insulina, male, e ancora dolore e sofferenza. Poi qualche scampolo di assenza a casa, e ancora li. Che ti interessa sapere come mi sento dentro, in passato mi sono sempre evitato, come se io rappresentassi il peggiore dei mali o il tuo più grande problema esistenziale! Che cosa è cambiato con il recente cammino? Non è che hai finalmente compreso quel senso perduto, hai ritrovato la tua anima, adesso solo adesso che sei solo tu, niente più che te. Sono morti tutti.

Ti prego, perdonami, per aver permesso alle mie paure di ucciderti! Fino ad ora, Non mi sono reso mai conto, del male che ti ho fatto! Me l’hai già detto altre volte, ma poi mi abbandoni sempre qui, nella mia solitudine infernale, solo per quello che sono, quello che tu non hai voluto accettare perché” non ti è mai piaciuto chi sono veramente, ma, purtroppo, lo sai benissimo, io non posso cambiare come del resto, neanche tu riesci a farlo! Non mi rimane molto da aggiungere.

Allora andiamo via di qui, non voglio più che tu soffra, non sono in grado di cambiare il passato ma posso cercare di renderti più felice il tuo futuro: non sarai più costretto a essere un immaturo bambino vivendo come la parte repressa del mio adulto me stesso. Ma no fa lo stesso ora è tardi diabete di merda.

 

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