Ricerca

Esclusivo! L’insulina in microcapsula può sostituire l’ago

Al-Salami

Al-Salami

I diabetici che vivono nell’Austrialia occidentale (Perth e dintorni) che hanno bisogno di iniettare l’insulina potrebbero essere tra i primi al mondo ad essere resi liberi dalla schiavitu dell’ago per iniettare, infondere l’insulina.

Pubblicità

Questo grazie alla tecnologia d’avanguardia in microcapsule sviluppata dalla Curtin University, il che significa che oltre il 10 per cento di tutti i pazienti diabetici di questa parte dell’Australia e del mondo potrà iniziare a prendere l’insulina per via orale.

Molti diabetici di tipo 1 vivono una vita problematica a causa della loro malattia e debbono portarsi in giro le apparecchiature per poter fare iniezioni e controlli della glicemia ogni giorno, più volte al giorno.

Per non parlare poi del dover affrontare situazioni a volte imbarazzanti nel dover iniettare l’insulina in orari e luoghi scomodi.

Con le iniezioni di insulina il malato inoltre può incappare in altri problemi per la salute come: l’insulino-resistenza, ipoglicemia (basso livello dello zucchero nel sangue) e iperglicemia (alto livello dello zucchero nel sangue).

Il nuovo trattamento potrebbe offrire nuove speranze a chi ne soffre, perché offrirebbe un regime di gestione che rilascia insulina nel corpo in un modo simile al pancreas di coloro che diabetici non sono.

Il dottor dottor Hani Al-Salami della Curtine e il suo il suo team, in collaborazione con l’Università dell’Australia Occidentale UWA, sta conducendo il progetto di collaborazione per progettare e verificare se le microcapsule sono un trattamento valido e alternativo per le persone con diabete di tipo 1.

“La microcapsula contiene cellule pancreatiche che possono essere impiantate nel corpo e rilasciare l’insulina nel flusso sanguigno”, spiega Al-Salami

“Se il nuovo trattamento verrà avviato per la sperimentazione umana si prevede che sarà la prima volta  a gestire il diabete tipo 1 con un nuovo sistema di erogazione dell’insulina dal 1923,” dice.

“La capsula è stata provata con successo in simulazione nel corpo umano per lunghi periodi e ha dimostrato non solo di essere in grado di mantenere in vita le cellule, ma anche sostenere la sopravvivenza delle cellule e abbassare i livelli  dell’infiammazione”, spiega Al-Salami.

L’inserimento di cellule beta produttrici di insulina in corpo, a lungo termine, è sempre fallito in diversi decenni di prove, dice.

“E ‘stato un caso che lui e il suo team abbia scoperto che aggiungendo naturalmente presenti componenti degli acidi biliari alla capsula che non solo supportano la sopravvivenza delle cellule all’interno della capsula, ma riducono anche l’infiammazione,” dice.

Fornito da Science Network WA

#test2222222222221

Pubblicità