Diritti e rovesci

Destini comuni, destinazioni diverse

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La petizione ha ricevuto il visto di sussistenza da parte dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, e avviato il suo iter, assumendo l’oggetto assembleare n. 2626 e l’11 maggio 2016 è stata assegnata per l’esame e valutazione del caso, alla Commissione IV Sanità, in base al regolamento entro sei mesi tale organo dovrà esprimersi con atti formali. Naturalmente vi terremo aggiornati al riguardo.

Detto ciò concludo con una considerazione personale: il diabete esiste, ma i diabetici? Non credo: fatta eccezione per qualche residua minoranza aristocratica che vive in autarchia la propria patologia magari in contatto con qualche medico endocrinologo o centro diabetologico illuminato o ben remunerato, per il resto tra anonimato e simili nulla tocca e si muove. E’ da prove come questa che si evince la reale rappresentatività della “categoria” diabetici: molto virtuale, poco reale. E’ anche vero, si potrà dire, che c’è la libertà di cura e di scegliere il medico, quindi se a un diabetico non va bene Tizio va da Caio. Giusto come lo dovrebbe essere impegnarsi per avere un’assistenza migliore. Tra: mi faccio i cazzi miei e lavorare per il bene comune (tra cui garantire una sanità pubblica anziché andare verso quella a pagamento ovvero privata e lucrosa), mi pare sia scelto la seconda. Buona fortuna.

Infine il mio ultimo test nell’ambito dei diabetici “reali” lo verificherò sabato prossimo 21 maggio, nel corso dell’Assemblea dell’Associazione Diabetici di Bologna. A seconda dell’esito che avrà tale appuntamento, nel suo piccolo rappresentativo dell’andazzo generale, prenderò una semplice ma chiara decisione: continuare o meno a impegnarmi.

 

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