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La prevalenza del diabete a livello globale è stata seriamente sottovalutata di almeno il 25 per cento, secondo il documento pubblicato sabato 9 luglio 2016 su Nature Reviews Endocrinology.

Nel 2015, l’International Diabetes Federation ufficiale (IDF) aveva stimato il numero di persone con diabete nella cifra di 415 milioni, ma il numero effettivo potrebbe essere ben più alto: 520 milioni, secondo la nuova carta sviluppata al Monash dal professore in diabetologia, Paul Zimmet, e coautori dal Regno Unito e Stati Uniti; tutte figure di spicco a livello mondiale nella ricerca epidemiologica sul diabete.

Il gruppo di ricerca sostiene che le organizzazioni su cui i responsabili delle politiche di sanità pubblica si basano (tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’IDF e Global Burden of Disease) hanno utilizzato talvolta metodi diversi nelle prove per determinare la mortalità del diabete, l’innapropriatezza delle cure e prevalenza della patologia.

Il professor Zimmet ha dichiarato: “Il modo in cui i dati globali sul diabete sono stati raccolti è stato incoerente e non all’interno dello standard necessario per la pianificazione della salute pubblica nell’affrontare quello che oggi è uno delle più grandi epidemie di malattie croniche nella storia umana che colpisce oltre il 12 per cento della popolazione globale. la spesa sanitaria ormai è rivolta in massima parte al trattamento del diabete.

“Ci sono grandi e gravi lacune nella nostra conoscenza del peso che ha il diabete, in particolare nei paesi in via di sviluppo, il che ha impatti imprevisti e significativi sui sistemi sanitari nazionali”, ha detto.

“Tuttavia, anche in Australia, il numero di persone con diabete e prediabete, soprattutto nelle comunità indigene, è ancora sottovalutato.

Il professor Zimmet ha detto che la causa della grave sottostima degli oneri diabete è causa di una serie di fattori, tra cui l’attuale mancanza di dati nazionali sul diabete in molti paesi in via di sviluppo, ma non solo, e nei metodi di diagnosi per il diabete utilizzati in molti paesi. Il documento raccomanda un test della glicemia alternativo sia a digiuno che due ore dopo mediante controprova con beverone di glucosio per fornire un insieme più accurato di dati.

“Mentre l’OMS raccomanda il predetto test, la sola glicemia a digiuno è usata in molti casi con una conseguente sottostima di almeno il 25 per cento del numero di nuove diagnosi di diabete”, il professor Zimmet detto.

Ma a parte questo ennesimo report demografico circa il boom di diabetici a livello planetario c’è una questione di fondo che è e rimane senza risposte: a livello di organizzazioni politiche, economiche e finanziarie internazionali esiste la volontà di affrontare e ridimensionare il fenomeno diabete? Perché se va bene affrontare le urgenze sanitarie, ma sappiamo che le cause del boom diabetico sono molteplici e riguardo la catena alimentare e distributiva da un lato, l’ambiente si esterno che familiare oltreché fattori culturali solo per citarne alcuni. Insomma se non si capisce la portata reale del fenomeno diabete, a quel punto si fa prima a dichiarare tutti diabetici e passare direttamente al trattamento sanitario obbligatorio.

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