Vivo col Diabete

#CiaoFrancesco anche l’Ateneo al diabete fa marameo

Logo Alma-Mater#Ciao Francesco alias Francesco Ubertini, Magnifico Rettore dell’Università di Bologna, il quasi millenario ateneo petroniano ha una buona dose di corresponsabilità nella decadenza della diabetologia nel capoluogo della Regione Emilia-Romagna, infatti dopo il declassamento di tale branca dell’endocrinologia da cattedra universitaria a struttura di medicina complessa di competenza solo della Regione, ogni interesse in campo scientifico e della ricerca medica è andato farsi vedere da altre parti e non qui. I fattori di impatto delle ricerche fatte in Ateneo sul diabete e rintracciabili attraverso Medline (la banca dati mondiale delle pubblicazioni scientifiche curate dalla National Library of Medicine, la biblioteca dei National Institutes of Health statunitensi) tutte le ricerche pubblicate dal 2005 al 2015 che avessero come tema principale tale malattia (diabete di tipo 1 e 2, diabete gestazionale, complicanze del diabete; non sono state invece incluse l’iperglicemia e la sindrome metabolica) si contano sulle dita di una mano (e sono ottimista perché potrei più semplicemente mettere solo il dito medio): della serie se ricerca canta qua è afona!

Peccato perché l’ottimo livello della ricerca italiana sul diabete è indiscutibile”, come viene dichiarato dai massimi esponenti dell’EASD (l’Associazione Europea di Studi sulla Diabetologia), grazie anche alla fitta rete di servizi diabetologici, dove sono in cura oltre tre quarti dei malati italiani: in pratica, un “vivaio” unico al mondo per raccogliere dati, spunti e informazioni sulla malattia. Ma anche un modello virtuoso per l’assistenza.

Quattro settimane addietro scrissi una lettera che qui riporto pubblicamente, rivolta al Magnifico

Magnifico Rettore Prof. Francesco Ubertini, le scrive un cittadino bolognese di 55 anni d’età e 53 anni di diabete tipo 1 (forma autoimmune), 53 anni di vita con la malattia non facili, con esordio precoce di complicanze, e in tutti questi 53 anni sempre e solo seguito dai pediatri endocrinologi e poi dai diabetologi del Policlinico Universitario Sant’Orsola.

Dal 2007 scrivo e curo il sito ilmiodiabete.com spazio con cui condivido riflessioni, informazioni, sugli sviluppi della ricerca scientifica e tecnologica circa la malattia. Tale blog unico nel suo genere è molto seguito in Italia e nei social.

Grazie al predetto contenitore l’attenzione verso l’importanza della ricerca scientifica in ambito medico e non solo ha portato nel suo piccolo risultati importanti sia in termini di coinvolgimento dei cittadini che di fundraising: lo scorso settembre abbiamo organizzato con il Rotary una Conferenza aperta ai cittadini sullo stato degli studi in campo medico per nuove cure sul diabete 1 con il prof. Camillo Ricordi dell’Università di Miami alla presenza di oltre 500 persone. Un evento analogo è stato condotto presso il San Raffaele di Milano nel gennaio di quest’anno.

Mi rattrista constatare come sul diabete, in ogni sua forma, via sia un sostanziale disinteresse da parte della prestigiosa Università di Bologna. Oggi di fatto diabetologia è ormai defunta all’interno della Facoltà di Medicina, e per la prima volta da diabetico sono costretto ad andare a farmi curare dalla struttura del Niguarda di Milano poiché al Policlinico mancano mezzi e risorse per poter seguire i pazienti con microinfusore d’insulina e monitoraggio continuo della glucosio, così come sarà per altre terapie avanzate nella cura della malattia (pancreas artificiale, trapianti ecc).

E’ un peccato che sul diabete, oltre a non investire risorse per la ricerca e l’innovazione, manchi la comprensione circa gli sviluppi sinergici positivi non solo per la salute dell’uomo ma per la produzione agricola, l’alimentazione e l’ecosistema.

Mi auguro di essere in errore, di poter vedere un diverso orientamento. In ogni modo nel nostro piccolo, come blog e associazione Diabetici Insieme a Bologna siamo pronti a fare quanto necessario perché il futuro sia diverso, migliore.

Grazie e buon lavoro

So bene che non risponderà per un semplice motivo: non ha niente per le mani e anche l’Ateneo sta tagliando di brutto in verticale come in orizzontale: spero solo di essere smentito e di sbagliarmi.