Educazione

Lo scrivano diabetico

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alfabetizzazione

Non so quanti di voi ricordano questo memorabile racconto di cui, aggiungo, resta purtroppo inalterata la sua attualità ancora oggi, osservando ciò che accade nel mondo. Lo scrivano: chi per mestiere copia scritti altrui, o scrive per conto di altri era una figura molto presente e nota anche nel nostro paese nel periodo preunitario e sino al poco dopo la seconda guerra mondiale per via dell’ancora diffuso analfabetismo, basta ricordare alcuni film del celebre Totò per ricordarne la figura.

E prendo spunto proprio da Cuore per arrivare al pancreas del problema: diabete e educazione alla cura della malattia nelle sue molteplici sfaccettature e sistemiche complessità che, solo mediante un’adeguata preparazione formativa possono, debbono aiutare il diabetico a trovare un equilibrio glicemico adeguato e cercare di scongiurare l’arrivo di problemi seri a occhi, reni, piedi, cuore e arterie.

L’alfabetizzazione del diabetico in particolare interessa due categorie della popolazione: i duri di comprendonio, e ce ne sono molti (io tra questi perlomeno nel passato): gli immigrati nel nostro paese che, essendo un percentuale sempre più consistente e con il diabete di tipo 2 in particolare il quale colpisce molti di questi, fa rendere necessario un processo di educazione rivolto proprio a tutta questa gente.

Credo che l’argomento non sia più rinviabile e occorra rendere comprensibile la gestione della malattia superando le barriere linguistiche e nel rispetto delle culture di ciascuno. La ragione è semplice e ancora una volta va ribadita: il diabete è una patologia in cui concorre per più del 50% il paziente a renderla meno incasinata e più equilibrata, mediante l’autocontrollo dello zucchero nel sangue e urine, la gestione della terapia o con iniezioni graduate e intensive d’insulina o la somministrazione per via orale di ipoglicemizzanti, il controllo e l’amministrazione della dieta e del peso, l’esercizio fisico e lo stile di vita, il monitoraggio della pressione arteriosa.

La comprensione e presa in carico di questi passaggi non sono cose di poco conto anche perché date le dimensioni e la crescita dell’epidemia diabetica sarà sempre più difficile se non impossibile nel prossimo futuro poter contare sul tradizionale e frequente feedback medico dal vivo, quindi avere le giuste informazioni e conoscenze, un’adeguata formazione periodica aiuta il diabetico a fare le cose giuste e possibilmente a scongiurare l’aggravamento della malattia con tutti gli oneri e costi diretti e riflessi per il servizio sanitario pubblico.

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