Diritti e rovesci

Il “Referto” della Regione sulla petizione promossa circa l’assistenza ai diabetici adulti tipo 1 a Bologna ed Emilia-Romagna

fotolia_74380077_subscription_monthly_m-1024x68324 ottobre 2016 (ANSA) – Bologna – SANITÀ. PETIZIONE ASSISTENZA DIABETICI, COMMISSIONE APPROVA DOCUMENTO

“In Emilia-Romagna è presente da almeno vent’anni una particolare attenzione alla prevenzione e presa in carico della popolazione affetta da diabete mellito, attraverso un lavoro di integrazione fra i vari professionisti sia dell’ospedale che del territorio. Nel 2003 sono state diffuse le linee guida regionali per la presa in carico della popolazione diabetica, pediatrica e adulta, attraverso una rete composta da strutture diabetologiche, ambulatori dei pediatri di libera scelta e dei medici di medicina generale, e consultori familiari. Nel 2014 la Regione ha recepito le indicazioni del Piano nazionale malattia diabetica. È stato costituito a livello regionale, nel giugno 2014, il Comitato di indirizzo della malattia diabetica. La Federazione Diabete Emilia-Romagna (FeDER) partecipa alla programmazione e allo sviluppo delle linee di indirizzo a livello regionale”. Questo in sintesi il contenuto del documento approvato dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, con il ‘sì’ di Pd e M5s, mentre Ln e Fdi-An si sono astenuti. Il documento sarà ora trasmesso ai presentatori della petizione popolare sui percorsi assistenziali per i diabetici adulti con forme complesse della patologia e insulinodipendenti in Emilia-Romagna.

Il documento ha ottenuto parere positivo da Pd e M5s; Ln e Fdi-An si sono astenuti


Relazione all’Assemblea legislativa sulla petizione oggetto n. 2626 ai sensi dell’articolo 121, comma 2, del Regolamento interno
In Emilia-Romagna è presente da almeno vent’anni una particolare attenzione alla prevenzione e presa in carico della popolazione affetta da diabete mellito^ attraverso un lavoro di integrazione tra i vari professionisti sia dell’ospedale che del territorio.
Nel 2003 sono state diffuse le linee guida regionali per la presa in carico della popolazione diabetica, pediatrica e adulta, attraverso una rete composta da strutture diabetologiche, ambulatori dei pediatri di libera scelta e dei medici di medicina generale, e consultori familiari.
Nel 2014 la Regione ha recepito le indicazioni del Piano nazionale malattia diabetica (deliberazione della Giunta regionale n. 540 del 21 maggio 2014).
In seguito a! recepimento delle indicazioni del Piano nazionale, è stato costituito a livello regionale il “Comitato di indirizzo della malattia diabetica” (determina n. 7598 del 6 giugno 2014). Il Comitato è composto da professionisti:
– dell’Assessorato alle Politiche perla salute, dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale,
– delle Direzioni generali delle Aziende AUSL e AOSP,
– rappresentanti dei diabetologi,
– rappresentanti della medicina generale,
– dalle associazioni dei pazienti FeDER.
La Federazione Diabete Emilia-Romagna (FeDER) partecipa alla programmazione e allo sviluppo delle linee di indirizzo a livello regionale.
Il Comitato ha tra i principali compiti quello di elaborare linee guida per l’età pediatrica e adulta anche con riferimento ai modelli organizzativi ed ai percorsi assistenziali, coordinare gruppi di lavoro rispetto a temi individuati come prioritari, organizzare iniziative formative per operatori e pazienti anche attraverso percorsi comuni, diffondere la conoscenza scientifica e, non ultimo, monitorare e valutare gli esiti disalute della popolazione diabetica presa in carico.
In Emilia-Romagna, gli interventi e le iniziative di prevenzione della malattia diabetica sono molteplici, ad esempio: le campagne informative sugli stili dì vita nelle scuole, il progetto relativo alla diagnosi precoce (“Anche i bambini possono ammalarsi di diabete”), il progetto delle palestre etiche, ovvero una rete di strutture sportive certificate dal Servizio sanitario regionale dove svolgere attività fisica finalizzata alla tutela della salute o prescritta come terapia. Inoltre, nel nuovo Piano regionale della prevenzione 2015-2018 sono presenti numerosi progetti riguardanti soprattutto la promozione di sani stili di vita.
A livello locale, le strutture di riferimento per la presa in carico della popolazione diabetica son diversificate:
– rispetto alla popolazione in età pediatrica affetta da diabete mellito tipo 1, la presa in carico avviene attraverso un centro di riferimento per Azienda USL, per un totale di 11centri, composto dalle Pediatrie ospedaliere in collaborazione con i pediatri di libera scelta;
– rispetto alla popolazione adulta affetta da diabete mellito tipo 1, esordio diabete mellito tipo 2 e quando sussistono complicanze gravi, diabete in gravidanza, la presa in carico avviene attraverso Centri diabetologici di riferimento e ambulatori periferici, distribuiti capillarmente in tutti i territori delle Aziende USL, per un totale di 23 Centri e più di 60 ambulatori; la presa in carico avviene in integrazione con i medici di medicina generale e i Consultori familiari;
– rispetto alla popolazione adulta affetta da diabete mellito tipo 2, la presa in carico avviene attraverso gli ambulatori dei medici di medicina generale e gli ambulatori infermieristici per la gestione della cronicità, presenti nelle Case della salute o nelle sedi dei Nuclei di cure primarie, in Integrazione con i Centri diabetologici di riferimento.
Parte integrante della presa in carico della popolazione diabetica è l’educazione terapeutica, tra cui l’autocontrollo glicemico domiciliare. L’autocontrollo glicemico è riferito alla pratica che comprende; misurazione strutturata (monitoraggio) della glicemia capillare, interpretazione dei risultati e i conseguenti interventi terapeutici coerenti a migliorarli.
Rispetto all’utilizzo dei dispositivi, nella Circolare regionale n. 13 del 9 ottobre 2015 sono state implementate le “Linee di indirizzo regionali per un uso appropriato dei dispositivi medici per l’autocontrollo e l’autogestione nel diabete mellito”, in età pediatrica e adulta. Nel documento viene definito il percorso per la gestione dei dispositivi, con un’attenzione particolare all’addestramento e all’educazione terapeutica.
In Emilia-Romagna, nel 2009 è stato istituito il registro diabete per la popolazione adulta in ogni singola Azienda USL, che consente non solo di monitorare le persone adulte con diabete mellito prese in carico, ma anche di intercettare persone potenzialmente a rischio o con malattia diabetica non ancora diagnosticata. Nel 2014 è stato istituito anche il Registro diabete per la popolazione in età pediatrica presso gli 11 Centri di riferimento provinciale.
In riferimento ali utilizzo della telemedicina, uno dei progetti innovativi riguarda certamente l’istituzione della piattaforma SOLE (Sanità On LinE) che collega virtualmente medici e pediatri con le strutture sanitarie territoriali e ospedaliere della regione (referti specialistici, esami di laboratorio, dimissioni, ecc.), con utili vantaggi per i cittadini e per gli operatori del Servizio sanitario regionale. È all’attenzione del Comitato di Indirizzo l’implementazione di servizi per il telemonitoraggio remoto (acquisizione e la trasmissione a distanza dei parametri vitali) con una diffusione omogenea sul territorio regionale.
Sono stati formalizzati, inoltre, alcuni documenti di indirizzo che verranno inviati alle Aziende nei prossimi giorni:
– il Percorso ospedale-territorio del paziente diabetico in ospedale, per la gestione intraospedaliera e la pre-dimissione per il rientro a domicilio;
– il Percorso diagnostico terapeutico per il “piede diabetico” che ha definito un modello di gestione integrata ospedale-territorio, per l’identificazione dei pazienti arischio di “piede diabetico”, per una diagnosi e presa in carico precoce;
– la Gestione integrata del diabete mellito tipo 2, con aggiornamento, anno 2016, delle linee di indirizzo regionali per la definizione delle modalità organizzative per la gestione integrata del diabete mellito, delle raccomandazioni per il miglioramento della qualità delle cure e per prevenirne le complicanze, la definizione degli indicatori per il monitoraggio del processo di cura.
Non ultimo, la Regione organizza da anni momenti di confronto e discussione riguardo ai risultati conseguiti sulla presa in carico della popolazione diabetica con un ampio insieme di interlocutoria cominciare dai professionisti e dai pazienti e cittadini. Tra ipiù recenti si citano il workshop realizzato il 4 giugno 2013 “L’applicazione del piano sulla malattia diabetica” e quello realizzato il 26 ottobre 2015 sullo stato dell’arte rispetto all’applicazione del Piano nazionale diabete in Emilia-Romagna.