Emozioniamo

Sogno o son desto?

Adv
sonno

Il riposo completo su di una sedia a sdraio, quando tutte le membra e tutte le fibre sono così completamente rilasciate che non si sentono più, è una cosa eterea. Il corpo diviene d’una leggerezza che confina con l’impressione della sua scomparsa, e non resta veramente altra sensazione, e anche solo appena vaga e accennata, che quella puntuale dell’esistenza senza rapporti col prima, col poi, col fuori. Sarebbe questa una premonizione della dolcezza della morte?

(Giuseppe Rensi)

La dicotomia strutturale tra diabete inerzia, azione, sedentarietà e attività è una dato, un fatto, una certezza. Il diabete non rappresenta solamente un rosa di malattie con eziologia molteplice rannicchiata nei meandri del DNA e interazioni tra noi e l’ambiente circostante: è di più. Trattasi di un fenomeno sociale che incide pesantemente sotto il profilo sociale, economico e dinamico grazie alla sua forte espansione demografica a livello planetario, la carenza strutturale di conoscenza in specie nelle zone più critiche del pianeta, tra le fasce più deboli della popolazione, con conseguente aggravamento delle condizioni scaturite dalla malattia stessa che generano complicanze fortemente invalidanti in varie parti del corpo (occhi, reni, cuore, piede e sistema nervoso).

Un tormentone? La cosa ci può stare.

Trenta minuti di camminata svelta al giorno, minimo, per cercare di mantenere, ottenere un discreto rapporto glicemico. Attività aerobica (marcia, corsa, nuoto ed altro ancora). Tutto molto giusto e bello: la reazione all’inazione ha una buona ragione d’essere e fa parte della natura, dell’ordine stesso delle creature viventi.

Ma i nodi, la matassa del problema resta lì ferma da districare a fronte della quale non sappiamo come fare: ovvero riposare il giusto e bene. Per un diabetico, e la questione riguarda stavolta tutti i tipi, c’è un rapporto problematico con il riposo, il sonno: tante facce di uno stesso indicatore che sta nel disturbo di tale fase importante, basilare nella nostra vita.

Le manifestazioni esplicite sono diverse: sonno a singhiozzo, insonnia, disturbi ambientali o provocati dalla tecnologia, solo per fare alcuni esempi, i più ricorrenti nella categoria. E ci si trova impotenti o dipendenti da psicofarmaci per cercare di mettere una pezza al problema. Poi a tutto questo si aggiunge il fatto che di notte sovente possono manifestarsi eventi ipoglicemici, iperglicemici, i quali rappresentano un forte e traumatico elemento di interruzione del sonno. E per alcuni, come contrappasso, con il l’impiego delle tecnologie avanzate nella terapia insulinica (sensori per il monitoraggio continuo del glucosio nel sangue) possono trovarsi ad essere svegliati nel cuore della notte da allarmi predittivi o altro.

Sogno o son desto?

Ci destreggiamo. Resta il vero problema: questo lato della nostra patologia viene molto studiato da ricercatori e affini ma poco trattato in corso d’opera sia da noi stessi che dagli operatori sanitari. Parliamone.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: