Vivo col Diabete

Strisciando ma non tanto

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diabetes

Oggi ci sono due vie percorribili per mantenere monitorata la glicemia: bucarsi le dita e apporre una goccia di sangue su di una striscia reattiva inserita in un dispositivo medico denominato glucometro, il quale dopo pochi secondi rilascia il valore richiesto relativo allo zucchero nel sangue. In questi ultimi anni poi sono entrati nello scenario della diabetologia sensori continui del monitoraggio glicemico che offrono ogni x minuti il valore dei livelli del glucosio ma non dal sangue bensì rilevandoli dal liquido interstiziale plasmatico tramite una cannula sottocute che trasmette i dati via antenna agganciata sulla pelle al apparecchio radioricevente. Poi da anni si fanno test per strumento non invasivi nel controllo dei valori glicemici dalle lacrime, alito, tatuaggi, saliva ma tutto questo ancora non vede alcun sbocco effettivo, pratico e commerciale.

Resta aperto e insoluto oggi il problema dell’accessibilità per tutti i diabetici ai dispositivi dell’autocontrollo glicemico, la sufficienza del materiale consegnato per lo scopo e la preparazione all’impiego responsabile e attivo della strumentazione medesima, della raccolta e lettura dei dati registrati.

Il nodo irrisolto riguarda l’onerosità dell’intero sistema con un costo mensile pro-capite di circa 250 euro, con il sistema classico del prelievo del sangue capillare dal dito. E questi dati riguardano solo i paesi ad economia evoluta in termini di sostenibilità del sistema (per il momento). Ci sono intere aree geografiche del pianeta e decine di milioni di diabetici esclusi da questo controllo chiave della malattia: l’India e paese limitrofi, l’intero continente africano ad esempio.

Il blog a proposito riporta di diverse iniziative in corso, per quanto riguarda l’India, per produrre strisce a basso costo così da permettere di ridurre se non azzerare i costi sui controlli. La stessa cosa si sta cercando di fare in Africa.

Ma la questione non può essere ignorata anche nei cosiddetti paesi ricchi, non solo per garantire una copertura completa del monitoraggio glicemico nei diabetici, ma per reggere la sostenibilità economica dell’intero sistema sanitario circa il diabete.

Siccome nel nostro paese di questo argomento non se ne tratta e fa carico nessuno è giunta l’ora di farlo e proprio in occasione dei 10 anni di vita del blog svolgeremo opera di sensibilizzazione sul tema in diversi modi e forme. Seguiranno dettagli.

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