Tecno Terapie

Hi-tech al diabete – Innovazione 2.0 per il diabete

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Tutte le risposte della medicina digitale ai bisogni del paziente diabetico. Innovazione 2.0 per il diabete Toscana, Lombardia, Emilia e Veneto dettano la linea.

Piattaforma TREC A CURA DEL GRUPPO MULTIDISCIPLINARE ISIMM – RICERCHE “SANITA DIGITALE E DIABETE”

Lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, applicate al settore della salute, offre una serie di opportunità per il ripensamento sistemico del nostro Sistema sanitario nazionale, verso un modello in grado di collegare più efficientemente ed efficacemente medici, strutture, pazienti e informazioni. Il cambio di paradigma nasce come processo di accumulazione di fenomeni convergenti: l’implementazione di fascicolo sanitario elettronico, ePrescription e cartella clinica elettronica, le opportunità della tele-medicina, la possibilità di gestire i dati della propria salute attraverso smartphone o tablet, la diffusione dei biosensori, l’upload dei genomi sequenziali nel cloud, lo sviluppo delle tecniche di machine learning, la diffusione di reti dati sempre più economiche, performanti e ad ampia copertura territoriale. Il risultato è una progressiva de-materializzazione della medicina, che utilizza l’informazione come asset strategico primario. La sfida dei prossimi anni è la realizzazione di applicazioni e infrastrutture di rete ad hoc, necessarie per distribuire la mole di dati disponibili e per estrarne valore, orientando il sistema sanitario verso un approccio fondato sui risultati di salute, piuttosto che sulle attività, e sulla centralità del paziente, piuttosto che sugli addetti ai lavori. Una strada che potrà essere percorsa solo grazie alla collaborazione di tutti gli attori: istituzioni sanitarie e payer, medici e operatori, pazienti e associazioni, industria Life science e Ict. Il modello Integrated care per le patologie croniche. Questa metamorfosi sistemica riguarda in particolare la gestione delle patologie croniche, dove – grazie alle tecnologie digitali – sarà possibile applicare compiutamente il modello Integrated care, fondato su uria più stretta collaborazione fra professionisti sanitari, su un più attivo coinvolgimento di pazienti e caregiver e su una governance più integrata sia verticalmente che orizzontalmente. In particolare le tecnologie digitali giocano un molo fondamentale per abilitare la condivisione delle informazioni fra tutti gli attori coinvolti, sostenendo la continuità assistenziale e lo sviluppo organico di Pdta multidisciplinari. L’adozione del nuovo modello dovrà far riferimento all’infrastruttura del Fascicolo sanitario elettronico, che diventa il fulcro attorno al quale sviluppare componenti e funzionalità aggiuntive, in grado di valorizzare il potenziale informativo in esso contenuto sulla storia sanitaria del paziente. Fra le patologie croniche il diabete costituisce un banco di prova per la progettazione congiunta di modelli di cura e di soluzioni tecnologiche innovativi, anche per il numero di pazienti coinvolti e per l’onere economico sostenuto dal Ssn Vanno in questa direzione le linee strategiche nazionali individuate dal Piano sulla Malattia diabetica del ministero della Salute, fondate su 4 elementi chiave, che notano intorno ai bisogni del paziente con diabete e delle famiglie: informazione, gestione integrata, eguaglianza, governo della variabilità. A livello regionale esistono fondamentalmente quattro esperienze chiave per la gestione innovativa del diabete, basate sull’integrazione delle diverse figure e funzioni assistenziali e sul molo attivo del paziente: Chronic care model (Toscana), Chronic related groups (Lombardia), Nuclei di cure primarie (Emilia Romagna), Medicine di guppo integrate (Veneto).

Queste esperienze mostrano una consapevolezza crescente sulla necessità di costruire modelli innovativi di salute, incentrati sui sistemi di gestione delle informazioni, anche se per rimangono criticità sull’effettiva integrazione dei sistemi informativi delle cure primarie con quelli degli ospedali e del territorio. Le risposte del digitale ai bisogni del paziente diabetico. Un esempio paradigmatico di innova- ¡ione digitale avanzata nel trattamento del diabete è la Piattaforma Trec Diabete del Trentino, un sistema basato su Personal health record, a supporto dell’auto-cura e del monitoraggio a distanza dei pazienti diabetici. La piattaforma è costituita da un ecosistema di applicazioni Web e mobile attraverso le quali i cittadini trovano un supporto per la gestione della loro salute e comunicano con gli operatori sanitari, mentre gli operatori possono attivare modelli di monitoraggio da remoto personalizzati dei Imo pazienti. La sperimentazione in atto ha mostrato come Trec Diabete possa avere una grande utilità nel rapporto tra reparto e pazienti, fornendo uno strumento per gestire a distanza condizioni di attenzione e come piattaforma per l’educazione personalizzata, integrando il lavoro faccia a faccia. L’esperienza del Trentino si manifesta in qualità di piattaforma abilitante anche per l’innesto di soluzioni digitali offerte dall’industria per il trattamento del diabete, come i nuovi sensori per il monitoraggio continuo del glucosio, fra cui il biosensore FreeStyle Libre.

Quest’ultimo è in grado di innescare un cambiamento profondo nella risposta ai bisogni del paziente diabetico e di abilitare nuovi modelli per la gestione della patologia, grazie alla modalità innovativa di raccolta e di gestione dei dati del paziente. FreeStyle Libre, infatti, offre la possibilità di avere H24 un quadro glicemico completo e una comprensione ottimale della variabilità glicemica, mettendo il medico nella condizione di personalizzare la terapia sui bisogni individuali e migliorando la qualità della vita del paziente (o dell’intero nucleo familiare nel caso di bambini affetti da diabete di tipo 1), nonché la sua capacità di autogestione, come dimostrar i trial clinici, condotti a livello internazionale. I dati prodotti dai sensori possono confluire nella piattaforma informativa comune paziente/team curante, volta sia alla condivisione di dati sia allo sviluppo di diverse forme di telemedicina, creando le condizioni per sostenere l’integrazione dei team multidisciplinari e l’empowennent di pazienti e caregiver. In particolare, la popolazione pediatrica può beneficiare di queste forme di telemedicina, avvantaggiandosi delle sue peculiarità in ambito di telemonitoraggio e telegestione terapeutica. Allo stesso modo possono essere sviluppati decision support system a beneficio dei decision-maker, per supportarli coll’attività di programmazione e di gestione sanitaria, Clinical decision support system a beneficio dei medici, per affiancarli nell’attività terapeutico-assistenziale sulla base delle evidenze scientifiche, e Personal healthcare assistant a beneficio dei pazienti, per favorirne la partecipazione attiva nella gestione della patologia. L’opportunità del Patto Sanità digitale. Dalle numerose esperienze a livello territoriale derivano evidenze concrete sulla possibilità di operare un progressivo cambio di paradigma nella gestione del diabete, abilitato dal digitale, verso un modello di salute predittiva, preventiva, personalizzata e partecipata, quindi anche economicamente sostenibile. Per favorire la diffusione dell’innovazione digitale e facilitarne l’equo accesso ai pazienti nei diversi territori restano tuttavia da superare una serie di barriere organizzative, normative, strutturali, economiche, professionali, tecnologiche e culturali, che dovrebbero essere utilmente affrontate dal nuovo Patto per la Sanità digitale, sottoscritto lo scorso 7 luglio dalla Conferenza Stato-Regioni.

La Cabina di Regia del Patto – con la partecipazione dei principali stakeholder istituzionali, scientifici e professionali – e il previsto Master Gruppo multidisciplinare Isimm – Ricerche “sanità digitale e diabete” plan triennale mirano infatti a garantire una governane nazionale dell’innovazione e il coordinamento delle iniziative di sanità elettronica. Il Patto dovrebbe favorire inoltre l’affermazione di un approccio multidisciplinare nella misurazione dei risultati attraverso le metodologie di Health technology assessment, l’individuazione di sistemi di remunera-zione ad hoc, lo sviluppo di più avanzate forme di partnership pubblico-privato e la partecipazione attiva dei pazienti e delle loro associazioni nei processi decisionali. Resta peraltro da affrontare il nodo degli investimenti pubblici per sostenere il cambiamento. In tale prospettiva è auspicabile che la Cabina di Regia possa svolgere il molo di una sorta di Grant office del Patto, agevolando l’accesso ai finanziamenti sia nazionali che internazionali, promuovendo partnership tra aziende sanitarie pubbliche, università e imprese, aggregando i diversi soggetti su iniziative particolarmente innovative, promuovendo un’attività di informazione e di coordinamento sulle opportunità di finanziamento.

Il Gruppo interdisciplinare Isimm “Ricerche –  Sanità digitale e diabete”

Federico Bertuzzi (Ospedale Niguarda Milano), Massimiliano Bindi (Abbott), Giuseppe Greco (Isimm Ricerche), Michele Luglio (Università Roma Tor Vergatal, Francesca Moccia (Cittadinanzattiva). Andrea Ni-colini (Cisis), Eugenio Prosperetti (Luiss), Angelo Rossi Mori (Federsanità Anci). Riccardo Schiaffini (Ospedale Bambino Gesù Roma), Fabio Massimo Zanzotto (Università Roma Tor Vergata)

Sole 24 Ore Sanita’ di martedì 13 dicembre 2016

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